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Amazon distrugge più posti di lavoro di quanti ne crea

Amazon inaugura sedi e magazzini, assume, ma cancella anche molti posti di lavoro. Ecco quanti

Amazon distrugge più posti di lavoro di quanti ne crea
Amazon distrugge più posti di lavoro di quanti ne crea (ANSA)

MILANO - Come non si lavorerà nei magazzini di Amazon. Così titolava un nostro articolo redatto qualche mese fa, all’indomani dell’apertura dei magazzini di Calenzano (in Toscana) e di Vercelli. Oggi, Qz.com ha analizzato il numero di posti di lavoro creati da Jeff Bezos negli ultimi anni, confrontabili, però, con quelli che ha cancellato, non solo a causa del suo peso economico, ma anche come conseguenza dei processi di automazione nella logistica.

Amazon cresce del 40% annuo ed è l’ottavo più grande datore di lavoro degli Stati Uniti a fine 2016. Malgrado crescano a vista d’occhio le nuove sedi e i magazzini dislocati in modo sempre più capillare anche sul territorio italiano, Qz.com suppone che il numero di dipendenti nella vendita al dettaglio crollerà dell’1% anno su anno (ovviamente prendendo in considerazione le tendenze attuali). Se l’1% vi sembra poco, sicuramente 170mila persone vi sembreranno abbastanza. E sono quelle che perderebbero il lavoro a causa dell’automazione.

Cosa significa questo? Che il numero di posti creati da Amazon non sarà sufficiente a coprirne la moria generata dall’inserimento, ad esempio, di flotte di robot all’interno dei magazzini. Anche perchè se il colosso di Jeff Bezos manterrà il tasso attuale di crescita del personale su base annua finirà per aggiungere «solo» 146mila dipendenti in tutto il mondo. Con il risultato che l’occupazione nel commercio legato ad Amazon diminuirebbe ancora di 24mila unità.

Già oggi, in Amazon, lavorano circa 45mila dipendenti robot (dati 2016) che contribuiscono a ridurre al minimo il movimento e le ferite dell'uomo in questi enormi centri di stoccaggio. Le macchine, di fatto, possono recuperare più velocemente i prodotti di quanto non facciano le persone. Nel 2012, Amazon ha acquistato Kiva Systems, un pioniere nel settore dei robot di magazzino. Tre anni dopo, l'azienda con sede nel Massachusetts, è stata ribattezzata Amazon Robotics e ha iniziato a spedire tutte le sue sfavillanti macchine di colore arancione al suo genitore (Bezos). In ogni caso il tasso di automazione di Amazon sta accelerando: è probabile che a fine 2017 arrivi a un totale di 75mila robot e, anche se può essere difficile dimostrare il nesso di causalità, non è difficile vedere una correlazione tra un calo di 24mila dipendenti umani e un aumento di 75mila dipendenti robot.

L'azienda sta aumentando gli investimenti nella robotica e, secondo le ipotesi di Qz.com, le macchine potrebbero rappresentare il 20% del totale dei dipendenti entro la fine dell'anno. Questo aumento dell'automazione stimola l'efficienza e la crescita e rende gli investitori Amazon felici, soprattutto rispetto al settore retail nel suo complesso. Cosa ci resta da fare? Diventare baby-sitter di robot. Il ruolo dei dipendenti sarà quello di risolvere i problemi tecnici della macchina (quando necessario) e fare in modo che abbiano sempre a disposizione i bidoni da caricare.