25 giugno 2019
Aggiornato 01:30
criptomonete

Anche l'Italia avrà un film su Bitcoin, in ritardo ovviamente

In estate dovrebbe uscire un documentario italiano su Bitcoin. Solo l'ultimo di una lunga serie

Anche l'Italia avrà un film su Bitcoin, in ritardo ovviamente
Anche l'Italia avrà un film su Bitcoin, in ritardo ovviamente ( Shutterstock )

MILANO - C’eravamo lasciati lo scorso marzo, con un approfondimento su «The Startup», la pellicola made in Italy che ripercorreva i primi passi del giovane imprenditore Matteo Achilli (classe ’92), CEO di Egomnia. Film discusso, criticato. Un po’ come Egomnia, la startup innovativa che nella realtà esiste e non è che sia stata proprio un vero successo italiano. Forse solo «ben» raccontata dai media, condita di spirito patriottico e di valori: uno in particolare, la tanto discussa meritocrazia, il perno su cui si fondava proprio lo sviluppo del progetto di Matteo Achilli. Bene, dopo circa un anno, ci troviamo a parlare di un altro film made in Italy, che sarà pronto per l’estate - si legge in questo articolo di Repubblica - e il cui obiettivo è spiegare il Bitcoin ai profani. Ovviamente, lungi da noi paragonare le due pellicole, ma semplicemente fare un’analisi accurata, anche attraverso il web.

«The Digital Rush», più che una pellicola strappalacrime su chi ha probabilmente perso migliaia di euro con la moneta virtuale (in questi giorni si sta assistendo alla moria incondizionata di tutte le criptovalute), sarà un documentario. Una produzione divulgativa dettagliata, scientifica e realizzata da esperti «veri». E, almeno per ciò che riguarda le aspettative, i buoni presupposti ci sono. Niente drammi psicologici per chi ha probabilmente perso la testa dietro le fluttuazioni di Bitcoin, diventando un adepto di Coinbase: «The Digital Rush» si appresta a essere un documentario serio. Se non altro per chi lo sta imbastendo. Oltre al filmmaker Paolo Aralla, nel board c’è anche il docente universitario Ferdinando Armetrano, titolare di due corsi di moneta virtuale, uno alla Bicocca di Milano e uno alla Facoltà di Economia e Finanza. Uno degli esponenti sicuramente più interessanti nel panorama italiano, la cui competenza, si evince anche da questa intervista realizzata per Startupitalia quasi un anno fa. «Per me bitcoin non è davvero una valuta, è oro digitale: più che una cryptocurrency è una cryptocommodity. L’offerta di bitcoin non varia con la domanda, è totalmente inelastica: straordinario oro digitale, bitcoin può essere anche usato come moneta, ma non è il suo punto di forza», spingendosi poi a spiegare il ruolo delle banche centrali, della finanza, di Ethereum, delle truffe. Insomma, un pezzo che si legge da solo.

E questo potrebbe essere il primo tassello a fare la differenza, per la buona riuscita del film. Insieme ai principali esperti intervistati, tutti stranieri, selezionati in base «alla loro credibilità tecnico-scientifica e divulgativa»: tra i principali nomi Adam Back, Eric Lombrozo, Aaron van Wirdum, Jimmy Song, Andrea Antonopoulos. Un film italiano con «attori» stranieri. E questo un po’ la dice lunga. Del resto anche questa classifica parla piuttosto chiaro: tra i «Top 100 Blockchain Insider», non ce n’è neppure uno italiano. Tornando alla pellicola su Bitcoin, c’è da dire, infatti, che sarà in inglese, perchè dovrà essere di standing internazionale, «non un documentario provinciale». Sì, con sottotitoli in italiano, ma pur sempre in inglese.

Il panorama, però, è già davvero molto ricco di documentari e film, per giunta in inglese, su Bitcoin, alcuni realizzati già parecchi anni fa. Ve ne facciamo qui un elenco.

«Banking on Bitcoin», disponibile su Netflix, datato 2016 del regista Christopher Cannucciari, con la sceneggiatura di Prichard Smith. Forse il più conosciuto. Uno dei commenti sulla piattaforma d'intrattenimento statunitense recita così: «Partono dal presupposto che tu già sappia esattamente come funziona Bitcoin [...] avrei gradito spiegazioni più semplici [...] di quello che dice fruisci un 50%, il resto entra ed esce dalle orecchie», dando una stella su cinque al documentario. La cosa divertente è che altri 5 utenti hanno apprezzato questo commento, ritenendolo utile.

«Bitcoin Heist» un film in versione 007. Qui un trailer in cui c'è tutto l'equivalente cinese della migliore Holliwood (si scherza). E' disponibile invece solo sulla versione inglese di Netflix.

(Twitter)

Del 2014 invece è il film sull’ascesa dei Bitcoin, presentato al Tribeca Festival di New York, un documentario d'autore sull'ascesa della cryptomoneta, raccontato dagli evangelisti e dalle personalità che l'hanno divulgato. Si, avete letto bene, del 2014. Il film, intitolato «The rise and the rise of Bitcoin», che potete trovare qui, è stato girato da un regista canadese trentenne, Nicholas Mross, e finanziato addirittura attraverso il crowdfunding. Il lavoro del regista è cominciato dalla storia del fratello maggiore, Daniel Mross, programmatore, vero appassionato di Bitcoin, ha utilizzato materiale già esistente, intervistando i più famosi evangelisti della criptovaluta in giro per gli Stati Uniti (compreso Charlie Shrem). I riferimenti ai link sono quasi tutti persi, tranne il tweet di una delle community più folte e preparate sull'argomento. All'interno del documentario furono intervistate personalità del calibro di Stefan Molyneux.

Concludiamo con «Bitcoin, the end of Money as we know it», titolo apocalittico e premonitore. Datato anche questo 2014, è stato realizzato grazie ad una campagna di crowdfunding su Kickstarter con budget di 17.000 dollari australiani, ma sul canale Youtube c'è ovviamente anche la key dove poter donare bitcoin per la realizzazione del documentario. Potete andarlo a vedere addirittura su Amazon.

Una chicca. Qui la spiegazione di un exchange da parte di Franco Cimatti, datata anche questa 2014, fondatore di Bitcoin Foundation Italia, non di certo uno dei centri di informazione al "top" al giorno d'oggi, ma sicuramente uno dei primi. Diamo un consiglio al regista, magari prende spunto da questa bella intervista in cui, sempre Cimatti, cercava di non vantarsi del suo patrimonio in Bitcoin. Ovviamente anche qui siamo nel 2014, un bel po' di tempo fa.