18 ottobre 2018
Aggiornato 13:30

Industria 4.0, tutto pronto (o quasi) per l'avvio dei Competence Center

E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che stabilisce le forme di finanziamento e di attuazione dei Competence Center
Industria 4.0, tutto pronto (o quasi) per l'avvio dei Competence Center
Industria 4.0, tutto pronto (o quasi) per l'avvio dei Competence Center (Shutterstock.com)

ROMA - Arriva in ritardo di circa 8 mesi il fantomatico decreto di attuazione dei Competence Center, dopo il rimpallo avvenuto in questi mesi tra i ministri Calenda e Padoan e la Corte dei Conti. Il testo è stato finalmente depositato in Gazzetta ufficiale il 9 gennaio ed entrerà in vigore a partire dal 24 gennaio. Il percorso di attuazione, però, è tutt’altro che semplice. Prima occorrerà selezionare le Università che devono scegliere le imprese partner e, successivamente, con bando del MISE, dovranno essere individuati i poli «pubblico-privato».

Quello che rappresenta uno dei nodi principali del Piano Industria 4.0, nonostante i ritardi, ha buone speranze di riuscita. Il cosiddetto trasferimento tecnologico, infatti, dovrebbe facilitare l’interazione tra le imprese e i poli di ricerca, in uno Stato (quello italiano) che  investe solo l’1.25% del PIL in ricerca, il 70% in meno rispetto a Israele e Corea del Sud, il 65% in meno di Giappone, Svezia, Finlandia, Danimarca, poco più della metà rispetto a Germania e Stati Uniti e decisamente sotto la media europea. Secondo quanto pubblicato in Gazzetta ufficiale i centri di competenza ad alta specializzazione dovranno essere dei poli di innovazione costituiti «secondo il modello di partenariato pubblico-privato da almeno un organismo di ricerca e da una o più imprese».

Ogni Competence Center avrà degli obeittivi specifici e dovrà essere orientato alle imprese, in particolare PMI, per favorire lo sviluppo tecnologico e digitale delle stesse, offrire formazione, sia in aula che lungo la linea produttiva; avrà - inoltre - il compito di attuare i progetti di innovazione e ricerca proposti dalle imprese, fornendo servizi di trasferimento tecnologico in ambito Industria 4.0. Malgrado debbano ancora essere selezionate le Università, è molto probabile che i Competence Center sorgano a stretta vicinanza dei poli universitari italiani. Stando al Piano Industria 4.0, lo stesso aveva già individuato i Politecnici di Milano, Bari e Torino, la scuola Sant’anna di Pisa (in partnership con la Normale), l’università di Bologna per la meccatronica e la Federico II di Napoli in coordinamento con gli altri atenei campani. A cui poi si è aggiunta la rete delle università del Veneto coordinate dall’ateneo di Padova.

Indipendentemente da dove cadrà la scelta, ai Competence Center saranno assegnati fondi pubblici sulla base del regolamento Ue Gber, per un massimo di 7,5 milioni di finanziamento per singolo polo. I fondi dovrebbero essere erogati nella misura del 65% per la costituzione e l’avvio e nella misura del 35% per i progetti (per un importo massimo di 200mila euro). I decreto stabilisce, tuttavia, una serie di punti che saranno presi in considerazione nel valutare le domande da parte degli enti che intendano partecipare al bando tra cui, solidità economica finanziaria del soggetto proponente, numero dei progetti di trasferimento tecnologico realizzati con le PMI (Industria 4.0), numeri di pubblicazioni scientifiche in ambito Industria 4.0, numero di strutture operative utilizzate in attività di ricerca e dedicate al trasferimento tecnologico verso le imprese, numero di brevetti delle imprese partner e altro ancora.

Un ruolo nella scelta lo avranno anche i progetti presentati dalle PMI stesse. Questi progetti di ricerca industriale dovranno prevedere un piano di intervento concreto, dettagliato in investimenti, costi e tempi; la stima dei benefici economici per l’impresa in termine di riduzione di inefficienze, sprechi e costi e miglioramenti; la redazione di un piano finanziario a copertura dei costi del progetto.

Stefano Firpo, Direttore Generale per la politica industriale e la competitività del MISE, si è detto piuttosto ottimista riguardo alla realizzazione dei Competence Center. E’ convito che, sulla base dei modelli già realizzati dai Centri Catapult inglesi, il 2018 sarà l’anno giusto per la realizzazione del network. Intanto, i ritardi di questi mesi, hanno spinto le regioni a correre ai ripari. Lo scorso ottobre Regione Lombardia e Politecnico di Milano hanno messo sul piatto oltre 1 milione di euro per la creazione di un Distretto 4.0, con l’obiettivo proprio di rendere possibile il trasferimento tecnologico dall’Università alle imprese. Stessa strategia dovrebbe seguire la Regione Piemonte, che sta avviando un tavolo di lavori con Politecnico e Unione Industriale per la creazione di un hub dedicato alla manifattura (sempre per il medesimo scopo).