4 giugno 2020
Aggiornato 17:30
pagamenti digitali

Così la PSD2 è legge: cosa cambia da gennaio

Lo scorso dicembre il Consiglio dei ministri ha recepito la PSD2, normativa europea che aumenta la protezione di chi paga online e agevola i pagamenti digitali

Così la PSD2 è legge: cosa cambia da gennaio
Così la PSD2 è legge: cosa cambia da gennaio Shutterstock

MILANO - Un mondo di pagamenti digitali, senza carte di credito, senza contanti. Dove le transazioni avvengono semplicemente con l’utilizzo dello smartphone. Da questo gennaio entra in vigore la Psd2 (Payment service direttive 2), un insieme di regole che vogliono aumentare la protezione di chi paga online e promuovere lo sviluppo dei pagamenti in mobilità attraverso l’open banking.

La direttiva italiana
Il Consiglio dei Ministri italiano ha recepito la direttiva europea lo scorso dicembre, introducendo alcune integrazioni e specificazioni che vanno nella direzione di incrementare la trasparenza e la tutela per i nuovi prestatori di pagamento e per i consumatori. La Psd2, però, non porta dei vantaggi solo ai consumatori, ma pone le basi per una maggiore efficenza nella gestione dei pagamenti aziendali. La normativa, infatti, permette di sviluppare forme di automazione delle transazioni con una riduzione degli sprechi in termini di tempo e denaro legati a processi oggi ancora gestiti in forma manuale.

Limite alle commissioni interbancarie
Le novità introdotte dal decreto legislativo italiano prevedono l’impiego del credito telefonico come mezzo di pagamento per alcune tipologie di beni e servizi e la rimodulazione del perimetro di deroga per gli strumenti cc.dd. «a spendibilità limitata». Attuando, inoltre, il regolamento sulla interchange fee dei pagamenti con carte, fissando i limiti che non potranno essere superati: 0,2% e 0,3% del valore dell’operazione stessa, rispettivamente per carte di debito e di credito consumer. «Si tratta di un risparmio calcolato per i commercianti a livello europeo di 10 miliardi», afferma Sergio Boccadutri, del Partito Democratico. A protezione dei consumatori è previsto un regime di responsabilità ridotta nel caso di pagamenti non autorizzati; il decreto, infatti, abbassa la franchigia massima a carico degli utenti da 150 a 50 euro (salvo i casi di dolo o colpa grave).

Pagamenti digitali
Secondo i recenti dati diffusi dal World Payment Report 2017 il volume globale di transazioni cashless aumenterà dell’11% entro il 2020, toccando quota 726 miliardi di operazioni. Allo scopo di favorire i pagamenti digitali viene confermato e generalizzato il divieto di applicare il sovrapprezzo per l’uso di un certo strumento di pagamento (divieto di surcharge). Relativamente alle commissioni interbancarie per le sole «operazioni nazionali» tramite carte di pagamento, i prestatori di servizi di pagamento saranno tenuti ad applicare, per tutti i tipi di carte, commissioni di importo ridotto per i pagamenti fino a 5 euro rispetto a quelle applicate alle operazioni di importo pari o superiore, così da promuovere l’utilizzo delle carte anche per cifre molto basse. «I trend ci dicono che i pagamenti elettronici stanno aumentando, soprattutto quelli mobile - continua Boccadutri -. Bisogna evitare ulteriori interventi regolatori, anche per evitare di creare incertezza che non aiuta ad innovare anche i modelli di business nel mercato dei pagamenti, mentre va rafforzato il lavoro di Agid e del Team Digitale sul versante dei pagamenti alla Pubblica amministrazione».

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