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Come sarà il Competence Center di Milano, dove le PMI potranno toccare la tecnologia

Il Politecnico di Milano è stato individuato dal ministero come polo idoneo a ospitare uno dei Competence Center: «Non sarà un laboratorio di ricerca, ma uno spazio dove sperimentare con mano la tecnologia»

Come sarà il Competence Center di Milano, dove le PMI potranno toccare la tecnologia
Come sarà il Competence Center di Milano, dove le PMI potranno toccare la tecnologia (Shutterstock.com)

MILANO - Il Governo ha messo sul piatto complessivamente 60 milioni per lo sviluppo dei Competence Center (20 milioni per il 2017, 10 per il 2018 e 30 per il 2019). E mentre ancora si attende l’arrivo in Gazzetta del decreto attuativo con firma dei ministri Calenda e Padoan per andare alla Corte dei Conti e, successivamente, l’apertura del bando per le candidature con relativa selezione (processo che dovrebbe durare complessivamente 3 mesi), gli atenei si preparano alla seconda parte del Piano Industria 4.0, quella dedicata, appunto, alle competenze. Uno di questi è il Politecnico di Milano, già individuato dal ministero dello Sviluppo Economico come polo idoneo a ospitare uno dei 5-6 Competence Center che dovranno sorgere sul territorio italiano e che avranno l’obiettivo di indirizzare le imprese verso la digitalizzazione.

Un luogo dove testare con mano le tecnologie
«Non sarà un laboratorio di ricerca - ci racconta Marco Taisch, professore ordinario del Politecnico di Milano, Dipartimento di Ingegneria Gestionale, dove insegna Sistemi di Produzione Automatizzati e Tecnologie Industriali - ma un vero e proprio spazio all’interno del quale gli imprenditori potranno vedere come effettivamente funzionano le tecnologie che possono migliorare il loro business. L’obiettivo è far capire alle imprese che non stiamo parlando di soluzioni irrealizzabili, ma di tecnologie che davvero si possono applicare all’interno della propria azienda, anche in modo piuttosto semplice». Il Competence Center del Politecnico di Milano avrà, infatti, una dimensione nazionale e punterà soprattutto ad aiutare le aziende del manifatturiero a integrare varie tecnologie come robotica, additive manufacturing, internet of things, Big Data e sensoristica, attraverso dei veri e propri casi applicativi.

La formazione nei Competence Center
«Molto dipenderà dallo stato di maturazione delle PMI - continua Marco Taisch -. Da una parte potranno sperimentare le tecnologie più innovative, dall’altra saranno fornite di tutte le competenze necessarie a comprendere se il processo di evoluzione digitale che hanno in mente per la loro impresa è corretto. Buona parte del servizio sarà, infatti, dedicato alla consulenza e alla formazione, elemento essenziale non solo per i giovani che ancora devono entrare nel mercato del lavoro, ma soprattutto per i dipendenti che già lavorano all’interno delle aziende i quali si troveranno quindi a dover collaborare con le nuove tecnologie per migliorare la produzione industriale ed essere competitivi sui mercati internazionali».

Il bonus fiscale per la formazione
Come incentivare la formazione? Un buon compromesso potrebbe essere rappresentato da uno schema di incentivi che il Governo dovrebbe far confluire nella prossima legge di bilancio. Nella pratica dei fatti dovrebbe trattarsi di un bonus fiscale sulla formazione nella forma di un credito d’imposta per spese legate alla digitalizzazione dei processi produttivi, nella misura del 50% fino a 20 milioni di euro. «Rispetto alla rivoluzione degli anni ’60 questa sarà molto più veloce e dobbiamo giocarcela in un lasso di tempo che va dai 5 ai 10 anni al massimo - conclude Marco Taisch -. L’innovazione, infatti, non può e non deve essere solo tecnologica, ma soprattutto delle persone. Oggi come oggi lo Stato sta mettendo a disposizione tutti gli strumenti per far sì che questa rivoluzione avvenga, dagli incentivi, all’apertura sul territorio degli Innovation Hub, ai Competence Center. Le imprese, non hanno più scuse: devono innovarsi».

L’accordo tra Confindustria e Ubi Banca
Il Politecnico di Milano, però, non è l’unico ad avere le idee chiare. Vincenzo Boccia ha appena stretto la mano a Letizia Moratti, siglando un protocollo tra Confindustria e Ubi Banca che promette di mettere sul piatto un plafond di 1 miliardo di euro per la concessione di finanziamenti a medio e lungo termine alle imprese che investono in innovazione e digitalizzazione. Per gli associati a Confindustria, s’intende, i quali beneficeranno di un canale privilegiato tramite i Digital Innovation Hub di Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia e Umbria.

Raddoppio degli investimenti nei prossimi 2 anni
Il Piano Industria 4.0, infatti, potrebbe davvero cambiare le sorti di un’Italia lontana dai risultati dei Paesi limitrofi. Con 1,7 miliardi, più 300 milioni di indotto, il mercato italiano dell’Industria 4.0 sta registrando ottimi risultati. Rispetto all’anno precedente è cresciuto del 25%, anche grazie agli incentivi realizzati dal Piano Calenda. Il 63% del mercato riguarda progetti Industrial IoT, analytics, cloud e robotica avanzata. Il report realizzato dall’Osservatorio Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano, peraltro, stima che l’Italia, in due anni, sarà in grado di raddoppiare gli investimenti fatti in trasformazione digitale, recuperando il ritardo rispetto alle situazioni internazionali più mature.