economia digitale

L’Estonia vuole investire in nuove tecnologie e startup con una sua criptovaluta

L'ultima proposta dell'Estonia è il lancio di una criptovaluta che potrebbe servire a realizzare un fondo usato per investire in nuove tecnologie per il settore pubblico e in capitale di rischio nelle società estoni

Tallin
Tallin (Shutterstock.com)

TALLIN - Da quando Juri Ratas, premier estone, ha ottenuto la presidenza del Consiglio, l’Estonia ne sta facendo di strada, a livello digitale. L’ultima proposta che ha raccolto l’interesse dei media di tutto il mondo è stata quella di lanciare una propria criptovaluta chiamata, appunto, «estcoin». La valuta, per la precisione, tramite un’offerta iniziale di monete (ICO), servirebbe a raccogliere fondi per la nazione. Gli ICOs consentono alle startup di raccogliere fondi vendendo bitcoin o simili, in cambio di denaro. Sono simili alle offerte pubbliche iniziali (IPO), ma differiscono in quanto trattano con i sostenitori di un progetto, rendendo l’investimento più personale.

La pressione russa e l’e-Residency
Di fatto il Paese è abbastanza in anticipo a livello tecnologico: è la prima nazione a offrire un programma di e-Residency. Si tratta di una specie di cittadinanza digitale e consente a chi la ottiene di approfittare di una serie di servizi governativi, tra cui avviare un’impresa con sede in Unione Europea senza neppure mettere piede nel Paese. Per gli estoni, la partita «digitale» sembra essere diventata una questione di vita o morte. E’ probabile che sentano la pressione della Russia sui loro confini, tra rapimenti alla frontiera, attacchi cyber, e mobilitazione della minoranza russofona. Per questo, fanno qualunque cosa per marcare quella che oramai tutti in Europa riconoscono come una loro «eccellenza». Pensano che, marcando questa loro identità, l’Unione Europea non li abbandonerà. Stesso vale per la politica della cittadinanza «digitale».

Un fondo di criptovalute per sostenere l’economia
Kaspar Korjus, direttore del programma e-Residency, senza scendere nel dettaglio, ha dichiarato che i fondi raccolti nell’offerta potranno essere utilizzati per un fondo gestito congiuntamente dal governo e dalle società private. Il fondo sarebbe usato per investire in nuove tecnologie per il settore pubblico e in capitale di rischio nelle società estoni fondate sia dai residenti che da coloro che hanno ottenuto la e-Residency. Infine l’estcoin potrebbe essere usato come metodo di pagamento per i servizi pubblici e privati sia all’interno del Paese che a livello globale.

Altri Stati adotteranno criptovalute?
Ora, al netto dell’uso che l’Estonia potrebbe fare di questa moneta, si tratta di un’idea legittima o solo dell’ultima trovata di un Paese emergente che tenta di cavalcare l’onda e l’interesse che sta nascendo in questi ultimi mesi attorno alle criptovalute? Di fatto, non si tratta di un’idea così folle. Prima o poi tutti i governi useranno criptovalute digitali: è solo questione di quando e in quale forma. Questo non significa che gli Stati Uniti sostituiranno mai il dollaro con il bitcoin. Cosa molto più probabile è che gli USA completeranno le loro riserve d’oro con bitcoin o altre criptovalute, dal momento in cui queste diventeranno davvero importanti per il sistema finanziario del Paese.

Il primo test
L’esperimento dell’Estonia potrebbe gettare le basi per questo processo e quindi rendere il Paese il primo adopter di criptomonete (precoce). Certo, i rischi sono dietro l’angolo, considerando tutte le frodi che stanno avvenendo nello spazio virtuale in questo momento. Di fatto, però, l’interesse verso bitcoin e simili è molto alto in questo periodo e il solo fatto di aver provato a realizzare un sistema alternativo è già degno di nota.