6 aprile 2020
Aggiornato 08:30
economia

Oltre Macron, è l’Estonia il nuovo modello digitale (da adottare)

Dal 1° luglio l'Estonia ha assunto la presidenza del Consiglio dei ministri UE e avrà quindi l’opportunità di estendere al Vecchio Continente il proprio Vangelo digitale

Juri Ratas, premier estone
Juri Ratas, premier estone ANSA

TALLIN - L’obiettivo dell’Estonia è chiaro: sfruttare la neo presidenza del Consiglio Ue per esportare il proprio modello economico in tutto il Vecchio Continente. Da quando il Regno Unito ha deciso per la Brexit, sembra gara in Europa, per contendersi il primato di nazione più innovativa e digitale, corsa a cui l’Italia - purtroppo - partecipa agli ultimi posti. E ieri, mentre a Tallin i ministri della giustizia Giustizia UE discutevano, L’Estonia ha gettato sul piatto l’innovazione portata ai sistemi giudiziari e della pubblica sicurezza, con un modello e-police dove le forze dell’ordine possono accedere istantaneamente a tutti i dati che servono loro per i controlli sul territorio. Oltre al già rodato modello di e-government.

La giustizia elettronica
La carta vincente dell’Estonia sembrerebbe essere il sistema della giustizia elettronica, già operativo nei settori civile e amministrativo, che sarà esteso ai processi penali entro il 2020. Meno costi, riduzione dei tempi dei processi (140 giorni per avere il giudizio definitivo). Un meccanismo, questo, che agevola l’intero sistema, soprattutto quello imprenditoriale. Ma non solo.

La gestione 'virtuale' delle imprese (anche dall'estero)
Gli estoni sono tra i più piccoli popoli europei. Sono molto lontani dalla vita intesa come comunità, ma sono estremamente uniti dalla tecnologia. In questi anni l’Estonia è riuscita a creare un ambiente fertile e amichevole per le imprese straniere (il Giappone ha costruito un sistema ID con l'aiuto estone). La sua più grande innovazione, però, è nell’e-government. I cittadini di questa piccola nazione baltica possono avere in qualsiasi momento un confronto/rapporto online con lo Stato. Il sistema di firma digitale faceva sì che le transazioni ufficiali fossero un problema. Ma armati di carta d’identità e Pin, gli estoni possono votare, presentare domande o firmare contratti in pochi secondi. Ciò ha contribuito ad aumentare il PIL annuo del 2%, creando moltissime opportunità per le imprese che hanno visto l’Eden proprio in Estonia. Punto forte qui è la piattaforma di e-residency disponibile per i cittadini non estoni dal dicembre 2014 (cosa facevamo noi in Italia nel 2014??). Per 100 euro, infatti, si può facilmente diventare residente digitale nel Paese, anche se non si ha mai messo piede sul suolo estone. Geniale, no? Sono 20mila le persone che hanno fatto uso di questa procedura che il governo estone ha creato per sostenere le imprese e in particolare la capacità di aprire e gestire completamente un’azienda globale basata sull’UE, indipendentemente dalla propria posizione nel mondo.

Il Vangelo estone
Ora l’Estonia assume la presidenza del Consiglio dei ministri UE e avrà quindi l’opportunità di estendere al Vecchio Continente il proprio Vangelo digitale. Il momento più importante sarà un «summit digitale» il 29 settembre, presieduto da quasi tutti i leader dell’UE. Il piano principale dell’Estonia è quello di ampliare le quattro libertà dell’UE: movimento dei beni, dei servizi, del capitale e delle persone oltre le frontiere, aggiungendo un quinto argomento: i dati. Dati che dovrebbero essere condivisi dai governi e che permetterebbero di aumentare il PIL dell’UE di circa 8 miliardi di euro l’anno. Intanto saranno mostrati dal premier estone Juri Ratas i risultati raggiunti: in Estonia, il 96,3% delle dichiarazioni dei redditi è effettuato in modo elettronico e la carta di identità serve anche da patente, carta di debito, tessera sanitaria, abbonamento ferroviario e altro ancora. Il 78% delle imprese ha un proprio sito web, mentre il 77% concede ai propri dipendenti un accesso da remoto ai sistemi di posta elettronica e ai documenti.

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