4 giugno 2020
Aggiornato 17:30
fintech

Boom CrowdInvesting, in Italia vale oltre 189 milioni di euro

Aumentano le persone fisiche e investitori che aderiscono alla raccolta fondi in cambio di una remunerazione del capitale generato dal progetto

Boom CrowdInvesting, in Italia vale oltre 189 milioni di euro
Boom CrowdInvesting, in Italia vale oltre 189 milioni di euro Shutterstock

MILANO - Se fino a 5 anni fa era impensabile che la maggior parte della popolazione sapesse con esattezza cosa fosse e utilizzasse il crowdfunding, oggi, questa nuova forma di finanziamento che parte dal crowd, dalla rete, è diventato tra gli strumenti più importanti per la raccolta di capitali, soprattutto nelle fasi iniziali dei progetti. Soprattutto nell’ultimo anno, dove il mercato si è popolato di nuovi soggetti ed è cresciuto esponenzialmente in termini di volumi.

Cresce il Crowdinvesting in Italia
Se da una parte il crowdinvesting (ovvero la possibilità di singole persone fisiche di aderire alla raccolta fondi in cambio di una remunerazione del capitale generato dal progetto) non può essere considerato un fenomeno di ‘massa’ ma piuttosto, ancora limitato a una ‘elite’ sia per quanto riguarda le persone fisiche che gli investitori professionali, il valore di mercato raggiunto negli ultimi 12 mesi è di 189,3 milioni di euro, per 138,6 milioni di euro raccolti dalle piattaforme presenti in Italia. A sancire questi risultati è stato l’Osservatorio Crowdinvesting della School of Management del Politecnico di Milano. Lo studio descrive l'evoluzione della normativa e dell'industria e analizza i principali player dei tre i comparti del settore, cioè l'equity crowdfunding, il lending crowdfunding e l'invoice trading. Una crescita che ha coinvolto tutti i settori.

Equity Crowdfunding
La novità più importante, in questo caso, è stata introdotta dalla Legge di Stabilità 2017, che ha esteso tale opportunità (prima riservata a startup e PMI innovative) a tutte le PMI in generale, purchè la campagna sia veicolata su piattaforme autorizzate. Altra rilevante novità è stato l’aumento al 30% della detrazione scale per gli investitori, benchè ancora limitata a a startup e PMI innovative. Alla data del 30 giugno 2017 i portali autorizzati in Italia erano 19 (numero identico rispetto a un anno fa, con alcuni ‘nuovi ar- rivi’ e alcuni ‘ritiri’) e le campagne di raccolta all’attivo erano 109, di cui 36 chiuse con successo, 53 chiuse senza successo e 20 ancora aperte.  

Lending Crowdfunding
Nell’ambito del lending crowdfunding, gli investitori possono prestare denaro attraverso Internet a persone siche (consumer) o imprese (business) a fronte di un interesse e del rimborso del capitale. Generalmente la piattaforma di lending seleziona il prestito attribuendo un rating e lo suddivide fra una molteplicità di investitori già acquisiti ex ante, per frazionarne il rischio (modello ‘di uso’), oppure lo presenta alla ‘folla’ di Internet, la quale può decidere se nanziare o meno il progetto (modello ‘diretto’). In Italia le piattaforme attive in quest’ambito sono aumentate (al 30 giugno 2017 erano 6 in ambito consumer e 3 in ambito business). Le risorse nora raccolte attraverso i portali ammontano a 88,3 milioni di euro (di cui 15,0 milioni erogati a imprese).

L’invoice trading
L’invoice trading consiste nella cessione di una fattura commerciale attraverso un portale Internet che seleziona le opportunità, e sostituisce il tradizionale ‘sconto’ della fattura attuato dalle banche per supportare il capitale circolante. Gli investitori anticipano l’importo della fattura, al netto della remunerazione richiesta. In Italia sono cresciuti i portali dedicati, passati da 1 a 5. Le risorse raccolte attraverso Internet alla data del 30 giugno 2017 ammontavano in totale a 88,5 milioni di euro, 8 volte quelli cumulati l’anno precedente.

Le prospettive future
Ci sono tutte le premesse a nchè il mercato del crowdinvesting in Italia prosegua sul sentiero di crescita anche per il futuro. In relazione all’equità crowdfunding, il grande banco di prova sarà analizzare se le startup che hanno raccolto capitale nel passato saranno in grado di mantenere le ‘promesse’ fatte nei business plan. Per il lending la prospettiva più urgente è una riforma legislativa e scale che ‘sdogani’ de nitivamente questa nuova asset class, eliminando gli svantaggi oggi esi- stenti senza rinunciare alla trasparenza del mercato per i retail. L’invoice trading è l’ambito dove la dimen- sione ‘crowd’ è meno signi cativa; gli investitori istituzionali continueranno ad alimentare la crescita nel breve termine, e probabilmente i piccoli risparmiatori potranno accedere solo attraverso la partecipazione a fondi di investimento.

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