31 maggio 2020
Aggiornato 19:30
fintech

Più consapevolezza e fiducia, com'è cambiato l'equity crowdfunding

In soli 6 mesi del 2017 sono stati raccolti dalle piattaforme di equity crowdfunding ben 5 milioni di euro andati a 23 società. Cresce la fiducia e la consapevolezza degli investitori che vanno dai 134 del 2014 ai 1463 del 2017

MILANO - Sarà che è cambiata la consapevolezza di imprenditori e investitori, saranno le nuove normative sempre più agevolanti, sarà che con l’ascesa del FinTech le banche tradizionali hanno perso un bel po’ di terreno: il mercato dell’equity crowdfunding sta raggiungendo negli ultimi mesi risultati da record. Lo confermano i numeri, un’interesse mediatico sempre più consistente e le campagne che non è raro vadano in overfunding superando di gran lunga gli obiettivi fissati inizialmente.

Cresce il numero degli investitori
A cambiare drasticamente è la consapevolezza degli investitori, coloro che inizialmente poco si fidavano delle procedure online, ancora troppo ancorati al mattone. Secondo i dati della piattaforma Crowdfundingbuzz, rielaborati da Crowd Advisor, siamo passati dai 134 investitori del 2014 ai 1463 dei primi sei mesi del 2017. Praticamente raddoppiati gli investitori dell’intero 2016 che avevano raggiunto quota 747. Il tutto per un investimento medio a testa di 3500 euro. Nei primi mesi del 2017 sono stati 5 i milioni di euro raccolti dalle piattaforme italiane di equity crowdfunding andati a ben 23 società. Un dato che supera quello dell’intero 2016 dove le società finanziate erano state 19 per 4,3 milioni di euro raccolti. Questi sono soltanto alcuni dei dati di cui si parlerà il 6 luglio presso la Borsa di Milano, in un evento organizzato da CrowdFundMe, la principale piattaforma di equity crowdfunding che insieme a Mamacrowd ha contribuito ai risultati dei primi sei mesi di questo anno. «Dalla prima volta che ci siamo presentati alla Borsa di Milano il 17 febbraio del 2016 sono cambiate molte cose - ci racconta Tommaso Baldissera, AD di CrowdFundMe -. La nostra platea era ancora molto sfiduciosa nei confronti di questo strumento, usava poco internet e si affidava ancora ai metodi di investimento tradizionale. Noi non ci siamo fatti scoraggiare, ci abbiamo creduto e oggi, in soli 6 mesi (del 2017), abbiamo già raccolto 1 milione e 800mila euro di investimenti. Un vero record rispetto al 2016 quando ne avevamo raccolti solo 500mila».

Agli esordi
E pensare che CrowdFundMe era nato, inizialmente, come un marketplace online per far incontrare investitori e imprenditori che avessero bisogno di fondi per finanziare la propria impresa. Nel frattempo il mercato si è evoluto, così come la consapevolezza trasformatasi in fiducia nei confronti di questo nuovo strumento: «Abbiamo modernizzato quella che era la prassi tradizionale che vedeva i giovani imprenditori chiedere fondi per la propria impresa a famiglia o banche - ci racconta ancora Tommaso -. L’abbiamo fatto semplificando la nostra piattaforma, facendo informazione, spiegando le normative e gli strumenti a disposizione. In questo modo abbiamo contribuito a creare la giusta consapevolezza sia tra imprenditori che investitori. Su CrowdFundMe opera il 42% del mercato degli investitori e un terzo di questi è seriale, il che significa che è cresciuta la fiducia nell’equity crowdfunding anche da parte dei professionisti». I casi di successo, le campagne che sempre più frequentemente sono andate in overfunding, poi, hanno fatto la loro parte, invogliando gli investitori a credere sempre di più nello strumento dell’equity crowdfunding.

Cambia la normativa
Seguendo le orme di alcune delle maggiori piattaforme europee, CrowdFundMe è stata anche la prima piattaforma italiana a lanciare una propria campagna di raccolta fondi che - a oggi - ha già superato il goal dei 150mila euro previsti inizialmente. I fondi saranno impiegati per incrementare il bacino d’investitori, selezionare i migliori progetti e realizzare un mercato per la facilitazione di compravendita delle quote emesse dalle startup. «Certo, in tutto questo la normativa ci è stata di grande aiuto - dice ancora Tommaso -. Siamo stati tra i primi a introdurre la procedura ‘Clicca&Investi’ per eseguire l’intero processo online. Una vera rivoluzione rispetto alla precedente procedura che prevedeva che fosse un intermediario finanziario a gestire i capitali. Se la normativa introducesse l’implementazione delle carte di credito sarebbe ottimale, ma per il momento non possiamo lamentarci e siamo felici dei risultati raggiunti». La recente estensione dell’equity crowdfunding a tutte le PMI e non più solo a quelle innovative permetterà un ulteriore ampliamento del mercato. Stiamo parlando di tutte quelle realtà che da sempre costituiscono il tipico settore imprenditoriale italiano, il Made in Italy, tra cui moda, design e food. Settori che potranno usufruire di questo strumento per migliorare il loro business anche in ottica Industria 4.0

L’evento
L’appuntamento è quindi per giovedì 6 luglio alla Borsa di Milano. All’evento parteciperanno anche l’AD di Intermonte SIM, Gianluca Bolengo, e l’AD e fondatore di Portfolio Development di Digital Magics, Gabriele Ronchini. Interverrà il Prof. Giancarlo Giudici, responsabile dell’osservatorio del Crowdinvesting – Politecnico di Milano e, infine, saranno presentati i casi di tre campagne che hanno raccolto con successo sulla piattaforma milanese, con gli interventi dei rispettivi fondatori: Stefano Bargagni – Fondatore Cynny, Piercarlo Mansueto – Fondatore Sharewood e Chiara Rota – Fondatrice My Cooking Box. Qui per registrarsi gratis all'evento.

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