17 febbraio 2020
Aggiornato 17:00
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Istruzione innovativa, Apple cita due scuole milanesi tra le eccellenze

Apple cita i due istituti «Edmondo De Amicis» di Milano tra le eccellenze per ciò che attiene all'istruzione innovativa con uso di iPad. E' la rivoluzione dell'EdTech

Istruzione innovativa, Apple cita due scuole milanesi tra le eccellenze
Istruzione innovativa, Apple cita due scuole milanesi tra le eccellenze Shutterstock

MILANO - Gli Istituti tecnici ed economici 'Edmondo De Amicis' di Milano sono stati citati da Apple per essersi distinti, insieme ad un numero limitato di scuole nel mondo, nell'ambito dell'insegnamento attraverso l'uso degli i-Pad. Lo ha scritto in una nota l'assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia, Valentina Aprea.

Milano leader nell’istruzione innovativa
«Dal 2013 - ha sottolineato Aprea - la Regione Lombardia ha attuato il progetto 'Generazione Web', di cui hanno beneficiato con finanziamenti specifici anche gli istituti De Amicis, per promuovere l'uso di strumenti digitali nelle scuole. Attraverso lavagne luminose, registri elettronici, e tablet tra cui anche i-Pad, abbiamo voluto migliorare l'insegnamento e lo studio, sfruttando le potenzialità offerte dalla tecnologia. La didattica integrata con questi strumenti - ha proseguito l'assessore - facilita lo studio, e soprattutto, sviluppa nuovi percorsi nell'apprendere».

Il mercato dell’EdTech
Un mercato, quello dell’EdTech, che raggiunge i 5 trilioni di sterline a livello mondiale e che è destinato a crescere. Eppure questo settore è rimasto, per certi aspetti, sconosciuto. Le cose, tuttavia, potrebbero cambiare molto presto. Le nuove forme di educazione e apprendimento sono in costante fermento: si prevede che gli investimenti nel settore EdTech possano raggiungere i 252 miliardi di sterline entro il 2020. Così come la digitalizzazione ha trasformato il settore dei servizi finanziari, lo stesso farà con la formazione. Già oggi sono aumentati gli studenti che utilizzano computer o tablet durante le lezioni, così come gli stessi insegnanti, mentre i libri cartacei vengono sostituiti da quelli online. E questo è molto importante. Sia perché le nuove generazioni sono native digitali, sia perché il digitale sarà il futuro perno dell’intera economia. Secondo recenti studi, da qui ai prossimi 4 anni, si prevede una domanda di professioni digitali pari a 2,3 milioni di lavoratori. Stando a queste considerazioni, stiamo davvero preparando i nostri giovani ad affrontare la prossima rivoluzione digitale? Molti sostengono di no. Infatti, solo il 10% delle scuole offre dei corsi di informatica. Ma è proprio nella fase della formazione che può essere colmato il digital divide.

Tecnologia per avvicinarsi ai giovani
«La tecnologia non deve spaventare, e l'introduzione di strumenti innovativi nel mondo scolastico è anche un modo per avvicinarsi ai giovani, e stimolarli allo studio. Per queste ragioni - ha concluso Valentina Aprea - il successo delle scuole De Amicis rappresenta un successo anche per Regione Lombardia»