20 ottobre 2021
Aggiornato 16:30
Roma al 19esimo posto

Smart city, Stoccolma è la capitale

Roma è posizionata al 19esimo posto. Lo sviluppo delle tecnologie e del digitale in città contribuisce al miglioramento economico e sociale dell'agglomerato urbano medesimo. Ecco il rapporto di Ericsson

ROMA - Secondo le stime messa a punto dalle Nazioni Unite, entro il 2050 il 70% della popolazione mondiale vivrà nei centri urbani. Si assisterà quindi a una migrazione dei flussi della popolazione verso le città di maggiore interesse, principalmente quelle che fanno della tecnologia e dell’innovazione la principale opportunità di miglioramento. Motivo in più per lavorare sulla sostenibilità e sull’efficienza dello sviluppo urbano nella misura in cui l’Ict ha un ruolo sempre più importante. Le città devono prendere l’iniziativa nel raggiungimento di un agglomerato sempre più connesso, in particolare in termini di innovazione sociale e ambientale. Una vera smart city dovrebbe essere governata in modo dinamico in modo da essere resistente adattabile alle sfide future. Una vera e propria sfida per l’Italia che, come ricorda il Networked society city index, deve ancora fare parecchio. Il report commissionato da Ericsson, prende in esame 41 città di tutto il mondo secondo due prospettive: sviluppo urbano sostenibile e maturità Ict.

Stoccolma migliore smart city
In testa c’è Stoccolma seguita da Londra che mantengono le stesse posizioni dell’indagine del 2014. Terzo posto per Singapore, seguita da Parigi, Copenaghen ed Helsinki. Nella classifica Roma è al 19esimo posto e guadagna posizioni posti, anche se il maggiore sviluppo tecnologico e sostenibile è avvenuto nelle città di Barcellona, Istanbul e Giacarta. Malgrado la capitale abbia ancora molti problemi da risolvere - tra i primi l’emergenza rifiuti - il buon risultato è dipeso principalmente dagli investimenti per lo sviluppo economico, sociale e ambientale.

Per lo sviluppo economico delle città
Ciò che emerge dal rapporto Ericsson, infatti, è che esiste «una correlazione positiva tra lo sviluppo sociale ed economico e la crescente maturità ICT delle città». Inoltre l’Itc non è importante solo per il progresso  socio-economico, ma può aiutare a scindere questo progresso da un maggiore impatto ambientale, in favore di uno sviluppo più sostenibile: pensate, per esempio ai nuovi sistemi di mobilità intelligente e mobilità integrata, grazie ai quali diminuire il traffico e migliorare i flussi delle persone sul tessuto urbano. La pianificazione delle smart city, inoltre, sarà cruciale nel raggiungimento di alcuni degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite. Ad esempio le città saranno strumentali per l’avanzamento delle azioni a favore del clima, riduzione della povertà, una migliore educazione e cure sanitarie, così come una migliore inclusione sociale e finanziaria.

Le possibilità della Capitale
Il rapporto di Ericsson scatta una fotografia piuttosto esemplificativa della nostra Capitale, da una parte in ritardo rispetto alle aspettative, dall’altra forse pronta a innovare. Le cose da fare a Roma, per renderla una vera smart city, sono davvero tante. In primo luogo la capitale ha bisogno di investimenti per lo sviluppo delle infrastrutture necessarie alla digitalizzazione urbana. La penetrazione della banda larga, infatti, è di 3 volte inferiore alla media generale e basso è anche il numero degli hotspot Wifi disponibili: la qualità della banda è buona laddove arriva, ma la distribuzione è bassa e ciò genera una grave situazione di disuguaglianza e digital divide. Stessa situazione anche per gli smartphone la cui penetrazione è molto bassa così come l’uso di Internet. Basso anche il livello educativo del settore terziario. Nota positiva l’aspettativa di vita dei suoi abitanti, pari a 7 anni in più della media: aspetto molto importante per lo sviluppo di una smart city a portata di cittadino.