7 dicembre 2019
Aggiornato 00:30
automotive

Torino testa l'auto a guida autonoma, dentro anche FCA

Firmato il protocollo tra Comune e altri partner strategici per trasformare le strade di Torino in laboratorio test per l'auto a guida autonoma

Torino testa l'auto a guida autonoma, dentro anche FCA
Torino testa l'auto a guida autonoma, dentro anche FCA Shutterstock

TORINO - Come vi avevamo anticipato qualche giorno fa, a Palazzo Civico a Torino, si è finalmente firmato il protocollo di cui ormai si discuteva da alcune settimane: le strade del capoluogo sabaudo, prime in Italia, diventeranno dei veri e propri test per la auto a guida autonoma. Il progetto vede in prima linea, naturalmente FCA Group, insieme al Comune, GM Global Propulsion Systems, l’università e il politecnico di Torino (e altri partner strategici).

Secondo quanto emerge dal Comune di Torino, l’accordo favorirebbe la sperimentazione sul territorio torinese di soluzioni tecnologiche per il supporto di veicoli connessi e a guida autonoma, nonché l'adeguamento della rete infrastrutturale ai più avanzati servizi smart e per la guida automatizzata. Un’opportunità che Torino, ricca di know how e città diventata negli ultimi anni sempre più studentesca, non può certamente lasciarsi sfuggire. La città vanta, peraltro, una lunga tradizione nel settore dell’automotive, della componentistica, delle telecomunicazioni, della sensoristica, dell’elettronica avanzata e dell’intelligenza artificiale.

Torino si prepara quindi a creare da zero una nuova filiera: quella dell'auto autonoma e connessa. Soluzioni e servizi innovativi saranno messi a sistema per creare un’esperienza unica e sicura nel campo della mobilità. Grazie alla sensoristica e alla connettività delle reti 5G che permetteranno la comunicazione in tempo reale fra veicolo e veicolo, V2V, e fra veicolo e infrastruttura, V2I, il guidatore potrà essere supportato laddove l’errore umano è più probabile (velocità molto basse o elevate, ovvero nel traffico urbano e sui lunghi tratti autostradali),  utilizzando una mobilità sempre più assistita da servizi intelligenti per aumentare i livelli di sicurezza, snellire il traffico, annullare il numero di incidenti stradali e ridurre gli impatti sull’ambiente.

La sperimentazione sull’auto a guida autonoma e connessa si trova a un punto di svolta, con i primi modelli ormai prossimi a uscire sul mercato: si stima, dal 2020, una crescita esponenziale che, nel giro di vent’anni, potrebbe portare alla circolazione di oltre 30 milioni di esemplari nel mondo, per un valore stimato di 7 trilioni di dollari. La tecnologia per la self driving car è già disponibile, ma la sua adozione dipenderà dalla creazione di un modello di business sostenibile che sia in grado di creare un servizio per il cittadino, compito questo non solo dei produttori ma anche dei singoli governi e della risposta delle amministrazioni locali. «Per il sistema economico e industriale di Torino e del suo territorio si tratta di un'intesa rilevante perché - ha detto la sindaca Chiara Appendino - consente di favorire un'ampia collaborazione tra soggetti che operano nel campo dei trasporti, realizzando soluzioni innovative per il settore automotive e, più in generale, dando corpo a progetti utili a perseguire l'obiettivo di creare un sistema di mobilità sempre più integrata, condivisa e, soprattutto sostenibile.  Inoltre per una città dove la produzione di auto e l'indotto ad essa collegato rappresentano non solo la storia, ma sono ancora oggi una parte tutt'altro che marginale del suo sistema produttivo, questo accordo spinge l'intero sistema delle imprese verso la strada dell'Industria 4.0, quella della crescita attraverso l'innovazione che, ne sono certa, potrà generare per il territorio ricadute positive e importanti anche sotto l'aspetto economico e occupazionale».

Chiaramente, come vi avevamo spiegato nel nostro precedente articolo, i dubbi sull’auto a guida autonoma sono ancora molti, soprattutto dopo l’incidente avvenuto un paio di settimane fa in Arizona, dove un’auto connessa di Uber ha investito una persona, uccidendola. Torino, tuttavia, si sta dimostrando pronta - almeno sulla carta - a cogliere l’onda. Speriamo senza danni.