20 luglio 2019
Aggiornato 07:00
aziende tech preoccupate

Brexit, gli effetti su Privacy Shield: Londra più a rischio

Un sondaggio di AlienVault - che ha visto la partecipazione di esperti in sicurezza informatica - ha evidenziato che la Brexit potrebbe rendere il Paese maggiormente vulnerabile ad attacchi informatici

ROMA - Sono passati 3 giorni dal referendum britannico che - forse e sottolineiamo forse - potrebbe cambiare per sempre alcuni equilibri e assetti finora dati per assodati. La vittoria del "leave" e quindi la separazione del Regno Unito dall’UE potrebbe avere forti ricadute nel settore del tech nel lungo periodo. Ma non sono da escludere anche effetti a breve termine della Brexit, come quello sulla futura approvazione del Privacy Shield, l'accordo tra Usa e Ue sulla privacy e il trasferimento di dati tra aziende oltreoceano.

Il Privacy Shield
È recente la notizia della formulazione di un nuovo progetto di accordo che, secondo gli addetti ai lavori, potrebbe essere approvato già nei primi giorni di luglio. Per il momento la bozza si trova a disposizione degli Stati membri per un riesame. Il nuovo accordo fisserà dei limiti più severi sul potere di sorveglianza degli Stati Uniti e stabilirà una durata massima per la conservazione, da parte delle aziende interessate, dei dati relativi ai clienti. Con l'uscita del Regno Unito dall'Ue, questo accordo, così come tanti altri conclusi da Bruxelles, non avranno più alcun valore per Londra, che dovrà rinegoziare da capo e bilateralmente i propri rapporti con gli altri Stati.

Aumento ostacoli burocratici con l’UE
In base ad alcuni sondaggi condotti nei giorni precedenti alla Brexit, uno a cura di IBTimes Uk, le aziende tecnologiche britanniche si sono dette preoccupate per le possibili conseguenze avverse del leave per il proprio business. Oltre al potenziale calo dei profitti derivanti dall'abbandono di vari accordi commerciali, un altro problema riguarderebbe la sorte dei lavoratori europei che negli anni hanno soddisfatto la domanda di lavoro nelle compagnie del tech, che ora rischia di diminuire. Inoltre, le aziende hanno anche espresso le proprie preoccupazioni circa un aumento degli ostacoli burocratici nei rapporti commerciali con l'Ue, fattore che potrebbe incidere pesantemente sui costi aziendali. Per queste e altre ragioni, le compagnie tecnologiche britanniche hanno da sempre manifestato la loro opposizione all'uscita del Regno Unito dall'Ue. Lo conferma un altro sondaggio dello scorso marzo tra i membri di Tech London Advocates, secondo il quale l'87% dei professionisti nel settore tech era favorevole al remain e solo il 3% militava per il leave. Un diverso sondaggio di AlienVault - che ha visto la partecipazione di esperti in sicurezza informatica - ha invece evidenziato che la Brexit potrebbe rendere il Paese maggiormente vulnerabile ad attacchi informatici.