7 dicembre 2023
Aggiornato 07:00
innovazione

Verdure «tech» su Marte per coltivare meglio sulla Terra

«Quello che impariamo oggi facendo crescere piante nello spazio ci permetterà di coltivarle meglio sulla Terra, anche nelle condizioni più estreme». A "Life in Space" il punto su sistemi supporto a missioni umane

ROMA - C'è chi pensa, come l'Agenzia spaziale europea, a un "Moon Village" - una base permanente sulla Luna che potrebbe essere utilizzata in molti modi oltre che come tappa intermedia del viaggio verso il Pianeta Rosso - e chi invece, come la società privata Mars One, pensa di insediare una colonia permanente su Marte, con missione di sola andata con il primo equipaggio nel 2027. Comunque la si veda, il viaggio umano verso Marte è ormai nei programmi delle agenzie spaziali del mondo. Un viaggio molto lungo (e, al momento, senza ritorno), mesi durante i quali bisogna assicurare la sopravvivenza degli astronauti, quindi aria, acqua, cibo.

Innovazione sulle colture protette
Proprio di sistemi di supporto vitale per le missioni spaziali e di coltivazioni spaziali si è parlato oggi a Roma durante il convegno "Life in Space", organizzato da Federlazio, in cui si è fatto il punto sulle più recenti innovazioni scientifiche e tecnologiche nel settore delle colture protette e presentato lo stato dell'arte della ricerca internazionale sui sistemi per la coltivazione di piante in ambiente spaziale con particolare attenzione ai Sistemi di supporto vitale in grado di assicurare anche la rimozione del contaminanti dell'aria e il trattamento igienico delle acque. Così Lorenzo Zamboni - archeologo ricercatore dell'Università di Pavia e Milano Bicocca - ha dimostrato come l'uomo sia sempre stato fin dall'antichità per natura esploratore e pioniere, trovandosi ad affrontare gli stessi problemi che l'uomo di oggi si pone pensando a un viaggio verso Marte; mentre Gene Giacomelli (Direttore del Ceac, Controlled Environment Agriculture Center dell'Università dell'Arizona) ha illustrato il prototipo della Lunar Greenhouse, una serra di forma cilindrica, 5 metri di lunghezza e 2 di diametro, un sistema chiuso dove tutto si rigenera e dove si provano varie coltivazioni (patate dolci, fragole, lattuga).

Una base fissa su Marte
Daniel J. Barta (Project Manager Sistemi di supporto vitali della Nasa) ha esposto i principali problemi che ci si trova ad affrontare pensando al viaggio umano verso Marte, a partire dagli effetti sull'organismo umano (essenziali i test effettuati sugli astronauti impegnati in missioni di lunga durata sulla Stazione spaziale internazionale) passando per la necessità di avere competenze mediche e, naturalmente, fornire cibo fresco per ridurre il carico dei rifornimenti ma anche per aiutare gli astronauti a non sentirsi troppo lontani dalla Terra (l'effetto psicologico del consumo di cibo fresco non va sottovalutato). Piero Messina dell'Esa ha parlato del "Moon Village" che "non è un programma, ma un concetto». Costruire una base permanente sul nostro satellite che, oltre a rappresentare una tappa intermedia nel viaggio verso Marte, potrebbe prestarsi a molteplici usi da parte di enti pubblici ma anche di privati. E la voce dei privati al convegno l'ha portata, ad esempio, Bas Lansdorp, amministratore delegato di Mars One, società che ha annunciato anni fa di voler insediare una colonia permanente sul Pianeta Rosso ed è alla ricerca di persone interessate a un viaggio senza ritorno, partenza prevista nel 2027. Anche per loro poter coltivare nello spazio è essenziale, perché portare rifornimenti ogni 2 anni sarebbe veramente troppo costoso.

Nuove sperimentazioni per coltivare sulla Terra
Tutto questo, però, non serve solo per lo spazio ma anche per la Terra, per trovare il modo di coltivare di più con meno risorse. Una necessità avvertita con forza nel Lazio - dove del resto AgroSpace è nata con Federlazio - un'attenzione cresciuta nel tempo, ribadita nel corso dell'evento dagli assessori regionali allo Sviluppo economico e Attività produttive Guido Fabiani e all'Agricoltura Carlo Hausmann, presenti insieme al presidente di Lazio Innova Stefano Fantacone, David Granieri presidente di Coldiretti Lazio, Marcello Onofri (presidente del Cluster tecnologico nazionale Aerospazio) e al sottosegretario al Miur Davide Faraone. "I contesti affrontati nel corso del convegno - ha detto il presidente di Federlazio Silvio Rossignoli - sono solo apparentemente fantascientifici. In realtà si tratta di temi attualissimi per molte nostre aziende che quotidianamente cercano di risolvere tutte quelle incognite sulla produzione di cibo nello spazio, che poi si tradurrà in un vantaggio industriale e occupazionale. Quello che impariamo oggi facendo crescere piante nello spazio ci permetterà di coltivarle meglio sulla Terra, anche nelle condizioni più estreme".

"Life in Space" è stato solo un assaggio dei temi che saranno affrontati domani e venerdì a Sperlonga al 7° Convegno Internazionale AgroSpazio, organizzato da Federlazio con la collaborazione scientifica di Aero Sekur, dell'Agenzia spaziale tedesca e dell'Università dell'Arizona. All'evento parteciperanno i maggiori esponenti scientifici del settore a livello mondiale e i rappresentanti delle maggiori agenzie spaziali (Asi, Esa, DLR, Nasa).