24 agosto 2019
Aggiornato 17:30
new economy spaziale

Progetto Profumo per rotte marittime sicure e meno emissioni

Il progetto ha prodotto, testato e connesso una serie di componenti tecnologiche necessarie a costruire un servizio per la navigazione marittima, calibrato sul Mediterraneo, che incrocia dati satellitari e terrestri

Rotte marittime più sicure
Rotte marittime più sicure Shutterstock

ROMA - Aumentare la sicurezza delle persone e delle merci, ridurre i consumi e le emissioni nel trasporto marittimo. Questo l'obiettivo del progetto Profumo (Preliminary assessment of Route Optimisation for FUel Minimisation and safety of navigatiOn), uno studio di fattibilità cofinanziato all'interno del programma dell'Agenzia spaziale europea Artes 20 IAP, realizzato da Vitrociset Belgium (nel ruolo di coordinatore), Consorzio LaMMA (Cnr e Regione Toscana), Université catholique de Louvain e Forship i cui risultati finali sono stati presentati oggi nel corso di un workshop nella sede dell'Agenzia spaziale italiana.

Il progetto Profumo
Il progetto - sfruttando ricerche precedentemente sviluppate dai partner in progetti nazionali ed europei - ha prodotto, testato e connesso una serie di componenti tecnologiche necessarie a costruire un servizio per la navigazione marittima, calibrato sul Mediterraneo, che incrocia dati satellitari e terrestri. Alla base vi è un'architettura cooperativa di raccolta dati da sensori presenti sulle stesse navi utenti del servizio, che alimentano modelli meteo marini assimilati, per previsioni e nowcasting ad alta precisione. Queste, a loro volta, alimentano procedure per risolvere l'interazione nave-ambiente, in grado di generare informazioni che ad oggi mancano alle scale di interesse per il trasporto marittimo e, più in generale, per le diverse attività antropiche nel Mediterraneo. "Il Mediterraneo - ha detto Bernardo Gozzini, amministratore unico del consorzio LaMMA (Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica Ambientale per lo sviluppo sostenibile) già operativo e che è stato chiamato a offrire il suo servizio in occasione, ad esempio, del naufragio della Costa Concordia - è un bacino a traffico intenso che va protetto e quindi monitorato, in linea con una accresciuta consapevolezza del mare come risorsa da salvaguardare".

La sfida della new economy spaziale
"L'Asi - ha ricordato il suo presidente Roberto Battiston - è fortemente impegnata in varie attività legate all'Osservazione della Terra, con il sostegno a programmi ormai consolidati come Cosmo SkyMed, a progetti innovativi sul multispettrale con il progetto Prisma e con la sua evoluzione verso la collaborazione con Israele per il progetto Shalom, partecipando con l'Esa a tutte le fasi del sistema Copernicus e gestendo a livello nazionale i dati che vengono distribuiti agli utenti che poi li trasformano in applicazioni. E' l'applicazione - ha sottolineato Battiston - che dà ricchezza, è l'anello finale di una lunga catena che inizia con la costruzione del satellite, la messa in orbita, la sua gestione, l'invio del dato e la sua integrazione nel sistema. Il progetto Profumo è un esempio di ultimo passo: trasformare questa potenziale ricchezza in un effettivo beneficio, in un ritorno di carattere economico. Ed è proprio qui che sta, a mio avviso, la grande sfida. In cui il nostro Paese può fare molto, perché si richiede cultura, inventiva, capacità di cogliere le opportunità e non solo tecnologia». "Questa - ha concluso Battiston - è la sfida della New Economy spaziale, una new economy di servizi, in cui il dato spaziale si integra con ciò che esiste, lo arricchisce, lo trasforma, lo rende un'opportunità nuova".

Italia punto di eccellenza
"Confermo l'interesse del governo al proseguimento del progetto Profumo - ha detto il sottosegretario al Mise Antonello Giacomelli. L'Italia, ha ricordato, ha un gap da colmare nel digitale -. Oggi in Europa siamo, per usare il gergo calcistico, in zona retrocessione", ma l'obiettivo del governo è di colmare rapidamente questo divario. "I progetti che hanno in sé l'eccellenza - ha proseguito l'esponente dell'esecutivo - sono chiamati non solo a porsi gli obiettivi propri del progetto ma a guardare oltre, a quello che il progetto può portare sul piano generale dell'innovazione. Abbiamo punte di eccellenza in Italia nella ricerca, dobbiamo però recuperare - ha concluso Giacomelli - uno sguardo di sistema Paese sull'innovazione, superando l'individualismo".