28 settembre 2020
Aggiornato 21:30
e.t. chiama casa

Gli extraterrestri cercano noi

Se E.T. insomma va a caccia di esopianeti come facciamo noi, e se per farlo si affida al metodo dei transiti, allora è meglio prestare bene attenzione ai posti da cui si ha una bella vista sul Sole e transito della Terra sul disco solare

ROMA - E se gli extraterrestri cercassero noi? Chi, bambino o adolescente degli anni '80, non ricorda la scena? Telefono. Casa. La piccola interprete, Drew Barrymore in versione baby, osserva incredula un buffo alieno dall'indice luminescente, mentre compone un lunghissimo numero di telefono. Immagini che fanno parte della storia del cinema, quelle appunto di "E.T. L'extraterrestre", di Steven Spielberg.

Extraterrestri cercano terrestri
Ma cosa succederebbe se E.T. fosse stufo di stare attaccato a un ricevitore, mentre qui, da noi, il telefono suona a vuoto e nessuno risponde? La domanda, certo al limite della realtà, se la sono posta, come segnala Media Inaf, il notiziario online dell'Istituto nazionale di astrofisica, i ricercatori della McMaster University, ateneo canadese: non va escluso che l'intelligenza extraterrestre esista e stia cercando di mettersi in contatto con noi. Il punto di partenza è elementare: René Heller e Ralph Pudritz della McMaster sostengono che la concreta opportunità di trovare un segnale proveniente dall'esterno si basi sulla condivisibile considerazione che E.T. stia cercandoci con gli stessi strumenti in nostro possesso. Qui da noi, sulla Terra, astrofisici e ricercatori stanno concentrando i loro sforzi su pianeti e lune troppo lontani perché possano essere visti direttamente. Lo studio dei cosiddetti esopianeti passa dal monitoraggio dei transiti di questi lontani corpi celesti di fronte alla loro stella ospite.

Extraterrestri a caccia di esopianeti
Dalla misurazione della variazione della luminosità di una stella durante il transito di un pianeta di fronte al disco (prendendo a riferimento il nostro punto di vista di un lontano sistema planetario), gli scienziati possono desumere una serie di importantissime informazioni, senza mai vedere direttamente un mondo alieno. Nello studio in corso di pubblicazione su Astrobiology, Heller e Pudritz rovesciano allora la prospettiva e si chiedono: potrebbe un'intelligenza aliena aver scoperto l'esistenza della Terra con lo stesso metodo dei transiti cui ricorrono regolarmente gli astronomi oggigiorno? Se E.T. insomma va a caccia di esopianeti come facciamo noi, e se per farlo si affida al metodo dei transiti, allora è meglio prestare bene attenzione ai posti da cui si ha una bella vista sul Sole e transito della Terra sul disco solare. «È impossibile sapere se gli extraterrestri utilizzino o meno le nostre tecnologie per scrutare l'Universo - spiega Heller -. Certo devono fare i conti con gli stessi principi fisici che valgono per noi, e il sistema dei transiti è un buon metodo per portare a casa validi risultati». Ora, la zona di transito della Terra sul disco del Sole si offre a un pubblico di circa 100mila potenziali bersagli. Un numero destinato a crescere mano a mano che la nostra capacità di osservare il cielo viene incrementata e migliorata. «Se qualcuno di questi bersagli ospita vita intelligente, ebbene questa potrebbe averci individuati da tempo e un eventuale messaggio dallo spazio potrebbe essere già stato trasmesso in direzione Terra», spiega Pudritz.