25 agosto 2019
Aggiornato 08:00
Nei piani un'assistente per chat e post vocali?

Facebook compra Wit.ai e lavora alla sua Siri

Wit.ai è una piattaforma in cui oltre 6mila sviluppatori lavorano a un sistema di riconoscimento del linguaggio naturale. Secondo molti analisti un altro tassello del suo piano legato all'intelligenza artificiale.

NEW YORK - Facebook ha annunciato di avere acquisito Wit.ai, una start-up per il riconoscimento vocale che dice di sapere trasformare in dati quanto detto a voce e di essere usata da centinaia di app e dispositivi.
Wit.ai, fondata nel 2013 a Palo Alto (California) si trasferirà all'interno degli uffici di Facebook nella vicina Menlo Park. Il gruppo guidato da Mark Zuckerberg assumerà alcuni dei dipendenti della start-up inclusi i tre cofondatori. Il valore dell'operazione non è stato annunciato.
La tecnologia di Wit.ai potrebbe permettere agli utenti Facebook di dare ordini vocali che possono essere convertiti in messaggi di testo o post. Non sono affatto esclusi altri usi. Facebook ha già una funzione opzionale che riconosce musica o show televisivi e incoraggia gli utenti a scrivere sul social network quello che stanno ascoltando o guardando.
«Facebook ha le risorse e il talento per portarci un passo più avanti - ha scritto Wit.ai sul suo blog -. La missione di Facebook è di connettere chiunque e di garantire un'esperienza fantastica ai 1,3 miliardi di individui sulla piattaforma. Una tecnologia che comprende il linguaggio naturale è una buona parte di ciò e crediamo di potere aiutare su questo fronte».

Zuckerberg lancia gruppo di lettura, sold-out libro consigliato
Effetto Mark Zuckerberg nell'editoria. Il numero uno di Facebook ha iniziato il 2015 con un nuovo proposito: leggere due libri al mese. E così, con l'intento di spingere i 31 milioni di «amici» a fare altrettanto, ha creato sul social network la pagina «A Year of Books», una sorta di gruppo di lettura dove gli utenti possono discutere dei testi che stanno leggendo. Il primo libro suggerito da Zuckerberg - «The end of power» di Moises Naim - è andato immediatamente a ruba lasciando spiazzata la casa editrice Basic Books, del gruppo Perseus.
Prima del post di Zuckerberg, «The end of power» - uscito nel marzo 2013 - aveva venduto 20.000 copie in tutti i suoi formati, inclusi i 4.500 e-book. Il libro ha venduto più copie di quelle fino ad ora distribuite grazie all'effetto Facebook tanto da salire al 19esimo posto nella classifica di Amazon dei libri più venduti.

Il precedente di Bill Gates
Insomma, il libro scritto da un ex membro della Banca Mondiale, nonché ex ministro per il Commercio e l'industria in Venezuela, era pressoché sconosciuto prima della promozione firmata Zuckerberg. Per il fondatore del social network «The end of power» è un «libro che esplora come il mondo stia cambiando per dare agli individui più potere di quello che è stato tradizionalmente nelle mani di grandi governi, eserciti e altre organizzazioni».
Non è la prima volta che nell'era dei social media un personaggio famoso può condizionare il successo di un testo. L'estate scorsa Bill Gates aveva citato su un blog il libro migliore da lui letto: «Business Adventures», del 1969 e fuori stampa. Il titolo balzò in seconda posizione nella classifica del New York Times dei testi non fiction. Vista la domanda, Open Road Media tornò a stampare il volume in agosto e da allora ha venduto oltre 77.000 copie cartacee e 126.000 e-book.