17 gennaio 2022
Aggiornato 21:00
Missioni spaziali

«Rosetta» svela il «profumo» (sgradevole) della cometa

Lo strumento (ribattezzato «Rosina») ha analizzato la composizione della «coda» della cometa, rilevando - oltre a molecole di acqua e di monossido di carbonio - anche acido solfidrico, responsabile del tipico odore di uova marce, ammoniaca, formaldeide e metano.

PARIGI - Uova marce, ammoniaca e alcool: l'aroma della cometa 67P/TG (nota anche come Churyumov-Gerasimenko) non è certo invidiabile, se bisogna credere a quanto rilevato dallo spettroscopio della sonda europea «Rosetta».
Lo strumento (ribattezzato «Rosina») ha analizzato la composizione della "coda" della cometa, rilevando - oltre a molecole di acqua e di monossido di carbonio - anche acido solfidrico, responsabile del tipico odore di uova marce, ammoniaca, formaldeide e metano.
Al di là dell'aspetto aromatico secondo i ricercatori si tratta di una composizione estremamente interessante dal punto di vista dell'origine dei materiali che compongono il sistema solare e della vita sulla Terra.

L'INCONTRO IL 12 NOVEMBRE - L'obiettivo della missione è quello di acquisire nuove conoscenze sull'evoluzione del sistema solare grazie all'analisi della cometa - che ha un diametro di appena quattro chilometri - su cui «Rosetta», lanciata nel 2004, farà atterrare il 12 novembre prossimo il modulo «Philae»; la sonda accompagnerà la cometa per un tratto della sua orbita, fino alla fine del 2015.
«Rosetta» ha inviato le prime immagini della cometa nel maggio scorso, ad una distanza di due milioni di chilometri dal suo bersaglio; alla fine di maggio ha effettuato una manovra di allineamento in previsione proprio del rendez-vous, in cui si è avvicinata ad un centinaio di chilometri cercando un punto favorevole per l'atterraggio del modulo.
«Philae» - grande più o meno come un frigorifero e dotato di numerosi strumenti di scavo e analisi - dovrebbe ancorarsi alla superficie della cometa il prossimo 11 novembre: il nome proviene dal sito archeologico dove venne trovato un obelisco che aiutò lo storico francese Jean-Francois Champollion a decifrare la celebre stele in cui onore è stata battezzata la sonda.

INDIETRO NEL TEMPO - Lo studio della cometa permetterà agli scienziati di guardare indietro nel tempo di 4.600 milioni di anni, in un'epoca in cui i pianeti non esistevano e il Sole era circondato solo da sciami di asteroidi e comete.
«Philae» studierà le proprietà fisiche della superficie e del sottosuolo del nucleo e la loro composizione chimica, mineralogica e isotopica: questi dati saranno di complemento allo studio globale delle proprietà dinamiche e della morfologia superficiale della cometa effettuato della sonda madre Rosetta.