18 giugno 2019
Aggiornato 08:30
Missioni spaziali

Anche l'India nell'orbita di Marte

Missione a basso costo, entusiasta il premier Narendra Modi: «L'India è riuscita a raggiungere Marte. Congratulazioni a tutti, all'intero Paese. Si è scritta la storia oggi». Intanto la capsula sDragon della società americana SpaceX è riuscita ad attraccare con successo alla Stazione spaziale internazionale (Iss)

BANGALORE - L'India è riuscita a far arrivare la sua sonda nell'orbita di Marte, un successo per questa prima missione del Paese verso il pianeta rosso. Lo ha annunciato il primo ministro, Narendra Modi.
«L'India è riuscita a raggiungere Marte. Congratulazioni a tutti, all'intero Paese. Si è scritta la storia oggi», ha detto dalla sede della missione pilotata dall'agenzia spaziale indiana (Isro) a Bangalore, nel sud del Paese.

PRODOTTA IN TEMPI RECORD - La sonda Mars Orbiter Mission (Mom) - chiamata anche Mangalyaan dagli indiani - era decollata il 5 novembre 2013. E' stata progettata e prodotta in tempi record e con un budget contenuto, tanto da essere ribattezzata missione lowcost, e l'India ha raggiunto il suo obiettivo di diventare il primo Paese asiatico a raggiungere Marte. Solo Stati Uniti, Russia ed Europa erano finora riusciti in quest'impresa.
«Ce l'abbiamo fatta al primo tentativo. L'Isro ha progettato questo veicolo spaziale in tempi record, tre anni, ogni indiano è fiero di voi», ha detto Modri davanti allo staff dell'agenzia spaziale. La sonda indiana è equipaggiata di sensori per misurare la presenza di metano nell'atmosfera di Marte, che accrediterebbe la versione di forme di vita primitive sul pianeta.

DRAGON ATTRACCA ALLA ISS - La capsula sDragon della società americana SpaceX è riuscita ad attraccare con successo alla Stazione spaziale internazionale (Iss) per compiere una quarta missione di rifornimento. Lo ha annunciato la NASA.
Dragon è stata afferrata alle 12.52 ora italiana dal braccio robotico di 17,6 metri di lunghezza della Stazione, manovrato dall'interno da due dei tre membri dell'equipaggio, il tedesco Alexander Gerst, dell'Agenzia spaziale europea (Esa), assistito dall'americano Reid Wiseman, in attesa dell'ammaraggio al modulo Harmony.