12 dicembre 2019
Aggiornato 21:30

Guterres: «Dobbiamo cercare di sbarazzarci della camicia di forza della burocrazia»

Il portoghese al timone delle Nazioni Unite nel suo primo giorno all'Onu: «Non ci culliamo nelle illusioni. I tempi sono molto difficili», fra il moltiplicarsi dei conflitti e l'emergere «di un nuovo fenomeno di terrorismo mondiale»

ROMA - "Credo sia giusto dire che non si fanno miracoli":lo ha detto il neosegretario generale dell'Onu Antonio Guterres nella sua prima giornata alla guida delle Nazioni Unite, rivolgendosi al personale e ai diplomatici dell'Onu, invitandoli ad agire per riformare l'organizzazione e sbarazzarsi della camicia di forza della burocrazia.

"Non ci culliamo nelle illusioni"
"Non ci culliamo nelle illusioni", ha proseguito. "I tempi sono molto difficili", fra il moltiplicarsi dei conflitti e l'emergere "di un nuovo fenomeno di terrorismo mondiale». Di fronte a queste sfide, l'Onu ha certo attenuato le sofferenze delle popolazioni ma "continua a fallire nella prevenzione e nella risoluzione dei conflitti", ha ammesso, con un riferimento implicito alla guerra in Siria. C'è anche "molta resistenza, scetticismo in diverse parti del mondo a proposito del ruolo che l'Onu può giocare». "Questo è il momento di riaffermare l'importanza del multilateralismo", ha detto Guterres. "E' il momento di dire che solo le soluzioni globali possono risolvere i problemi del mondo".

"Sbarazzarci della camicia di forza della burocrazia"
L'elezione del portoghese, 67 anni, già premier socialista, lunga carriera politica, e dieci anni alla guida dell'alto commissariato Onu per i rifugiati, ha suscitato molte speranze che sia la persona giusta per riformare le Nazioni Unite. Guterres ha invitato staff e diplomatici a "impegnarsi per cambiare, riformare e migliorare" il funzionamento dell'Onu. "Dobbiamo cercare di sbarazzarci della camicia di forza della burocrazia che ci rende difficile la vita e molte delle cose che facciamo" ha aggiunto. "Per questo ci serviranno molti sforzi, ma servono anche discussioni e un atteggiamento collaborativo da parte degli Stati membri, per superare le tante divisioni che esistono in seno all'Onu".