31 maggio 2020
Aggiornato 10:00
Stati Uniti

Fauci «smentisce» Trump e Pompeo: «Coronavirus nato da laboratorio cinese? Non ci sono le prove»

Il principale esperto di malattie infettive USA si unisce all'Organizzazione mondiale della sanità e alle fonti di intelligence nel respingere la teoria in risposta alle affermazioni di Trump e Pompeo

Il Presidente americano, Donald Trump con l'esperto Anthony Fauci
Il Presidente americano, Donald Trump con l'esperto Anthony Fauci ANSA

NEW YORK - Non è supportata da basi scientifiche la teoria che il coronavirus sia stato sviluppato dall'uomo in laboratorio in Cina o sia fuoriuscito da un laboratorio dopo essere stato portato da ambienti naturali. Lo ha affermato il dottor Anthony Fauci, il principale esperto di malattie infettive degli Stati Uniti ed esponente di punta della task force di Donald Trump.

«Se si esamina l'evoluzione del virus nei pipistrelli e cosa c'è là fuori adesso», ha dichiarato il dottor Fauci in un'intervista a National Geographic, «[l'evidenza scientifica] è molto, molto fortemente incline considerare che questo non avrebbe potuto essere manipolato artificialmente o deliberatamente...Tutto a proposito dell'evoluzione graduale nel tempo indica con forza che [questo virus] si è sviluppato in natura e in seguito ha saltato specie».

«Sulla base delle prove scientifiche, inoltre, non c'è una teoria alternativa, secondo cui qualcuno abbia scoperto il coronavirus allo stato brado, lo abbia portato in un laboratorio e poi sia fuggito accidentalmente», ha riferito National Geographic.

La teoria secondo cui il virus si sia sviluppato da un laboratorio di Wuhan, in Cina, è stata portata avanti da Trump e dal segretario di stato americano Mike Pompeo questa settimana. Fauci si unisce all'Organizzazione mondiale della sanità e alle fonti di intelligence nel respingere la teoria in risposta alle affermazioni di Trump e Pompeo.

Il Governo Trump prevede un aumento dei morti

Il presidente statunitense, Donald Trump, spinge pubblicamente per la riapertura delle attività negli Stati e l'allentamento delle restrizioni imposte a causa della Covid-19, ma «in privato» l'amministrazione prevede un notevole aumento del numero di contagi e morti nelle prossime settimane. Lo scrive il New York Times, che ha ottenuto un documento interno preparato dalla Fema, ovvero la protezione civile statunitense, basato sui dati dei Cdc, l'agenzia federale per la prevenzione e il controllo delle malattie.

Secondo il rapporto, il numero quotidiano di morti potrebbe salire dagli attuali 1.750 a 3.000 entro il primo giugno, con un aumento da 25.000 a 200.000 nuovi casi giornalieri. Ieri, Trump ha previsto che la Covid-19 provocherà 100.000 morti negli Stati Uniti, ovvero il doppio di quanto stimato dal presidente due settimane fa. Al momento, registrati almeno 1.166.083 casi e 67.913 morti negli Stati Uniti a causa della Covid-19.

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