31 maggio 2020
Aggiornato 09:00
Relazioni internazionali

Le tensioni USA-Russia si spostano sullo spazio

In piena emergenza coronavirus, Donald Trump ha trovato ieri il tempo di firmare un ordine esecutivo che stabilisce la politica americana sullo sfruttamento di risorse extra-terrestri

Il Presidente americano, Donald Trump
Il Presidente americano, Donald Trump ANSA

WASHINGTON - Le tensioni Usa-Russia si spostano sullo spazio, con la Casa Bianca decisa a lanciarsi nello sfruttamento delle risorse su altri pianeti, luna in primis, senza aspettare o rispettare accordi internazionali, mentre la Russia chiede un quadro legislativo internazionale. In piena emergenza coronavirus, Donald Trump ha trovato ieri il tempo di firmare un ordine esecutivo che stabilisce la politica americana sullo sfruttamento di risorse extra-terrestri. In pratica, il presidente degli Stati Uniti ufficializza e rafforza una linea già seguita da tempo dal suo Paese: le società e i cittadini americani possono fare uso di risorse lunari ed asteroidi, come prevede una legge passata dal Congresso nel 2015.

Ora, l'ordine esecutivo di Trump sottolinea che per gli Usa lo spazio non fa parte dei «global commons» - ovvero non può essere un dominio di risorse sovranazionali da condividere su basi comuni - e quindi l'estrazione mineraria o altre attività possono cominciare senza attendere intese con altri Stati. D'altronde Washington - e di conseguenza le principali potenze aerospaziali, compresa la Russia - non ha mai firmato il Trattato sulla Luna del 1979, che richiede una cornice legale internazionale. Adesso Trump sostiene di avere l'appoggio di diversi Paesi, dal Canada all'Australia, ma anche la Cina.

Mosca: «Reagiremo»

La Russia, però, non condivide il «liberi tutti» americano per la nuova corsa alla luna che si profila. Forse anche perché sono made in Usa le prime missioni in vista per stabilire una presenza umana non episodica sulla luna. Così stamane da Mosca sono piovute dichiarazioni adirate e moniti agli Usa. «Certamente non taceremo, non abbiamo il diritto di piegarci» al diktat americano, ha riassunto sulla sua pagina Facebook, Kostantin Kosachev, senatore russo che riporta fedelmente le posizioni del Cremlino sulle questioni internazionali.

L'ordine esecutivo che irrita i russi «è stato elaborato per circa un anno», ha detto un alto funzionario Usa, citato dal sito Space.com. Ed è stato firmato proprio ora per questioni di timing, perché la NASA deve rispettare una certa tempistica se vuole portare avanti il suo programma Artemis con le scadenze previste. Queste prevedono l'invio di due astronauti sulla luna nel 2024 e una presenza umana «sostenibile» sul pianeta più vicino alla terra entro il 2028. La Russia da parte sua ha annunciato di recente l'invio a ottobre 2021, della sonda Lunar-25, alla ricerca di tracce di acqua. Seguiranno altri quattro lanci nel giro di un decennio, ha confermato l'agenzia Roscomos.

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