31 ottobre 2020
Aggiornato 17:30
Gran Bretagna

Boris Johnson invia lettera a tutte le famiglie britanniche

Il Premier britannico: «Possibili misure ancora più stringenti contro l'epidemia di coronavirus». Intanto altre 260 persone colpite dal coronavirus sono morte nel Regno Unito, portando il totale a 1.019

Il Premier britannico, Boris Johnson
Il Premier britannico, Boris Johnson ANSA

LONDRA - Il premier britannico Boris Johnson ha inviato una lettera a tutte le famiglie in cui si afferma che misure ancora più stringenti potrebbero essere adottate di fronte all'epidemia di coronavirus; la missiva contiene anche un opuscolo che ricorda le regole in vigore sull'isolamento e alcune informazioni utili ad evitare il contagio. «Fin dall'inizio abbiano cercato di adottare le misure appropriate nel momento appropriato, ma non esiteremo ad andare oltre in base alle raccomandazioni mediche e scientifiche», si legge nella lettera inviata a 30 milioni di famiglie ad un costo - nota la Bbc - di 5,8 milioni di sterline.

Inizialmente l'esecutivo conservatore aveva adottato un atteggiamento lassista di fronte all'epidemia, con Johnson che aveva addirittura avvertito che molte famiglie avrebbero dovuto rassegnarsi a delle perdite dolorose. Nel giro di 48 ore tuttavia il premier aveva dovuto fare marcia indietro, finendo per imporre l'isolamento in un Paese che attualmente registra oltre 17 contagi - compresi lo stesso Johnson e il principe Carlo - con oltre mille decessi.

Lockdown durerà parecchio

Il lockdown in Gran Bretagna potrebbe durare ancora parecchio: lo ha affermato il ministro portavoce del governo, Michael Gove, avvertendo che il rispetto del social distancing «è di importanza vitale. Non sono in grado di fare previsioni precise, ma tutti dovrebbero prepararsi ad un periodo di tempo prolungato» per il lockdown: il picco dell'epidemia «non è un punto fisso del calendario» e dipenderà da quanto verranno rispettate le regole, ha concluso Gove.

Altre 260 vittime: totale morti sale a 1.019

Altre 260 persone colpite dal coronavirus sono morte nel Regno Unito, portando il totale delle vittime a 1.019. Lo ha annunciato il Dipartimento della Salute del Paese. Il numero dei contagi da Covid-19 è invece aumentato a 17.089. Il Regno Unito ha così superato la soglia psicologica delle mille vittime da coronavirus. Il numero totale di morti nel Regno Unito è ora superiore del 34 per cento rispetto a ieri, il più grande aumento percentuale giornaliero dal 18 marzo, quando il totale è passato da 71 a 104, con un balzo del 46 per cento. In Inghilterra, altre 246 persone risultate positive al coronavirus sono decedute, portando a 935 il numero totale di decessi finora confermati.

«I pazienti avevano un'età compresa tra 33 e 100 anni e tutti tranne tredici (tra i 63 e 99 anni) avevano altre patologie», si legge in una nota. Altre quattro persone sono morte di coronavirus in Galles, portando il numero totale di decessi confermati a 38, hanno spiegato i funzionari sanitari, aggiungendo che ci sono 172 nuovi casi confermati - portando il numero totale dei contagi a 1.093.

In Scozia, altre sette persone sono morte dopo essere risultate positive al coronavirus, portando il totale a 40, ha annunciato il governo scozzese. Altre due persone con Covid-19 sono inoltre morte nell'Irlanda del Nord, portando il bilancio a 15, ha segnalato l'agenzia di sanità pubblica della nazione. Ci sono stati anche 49 nuovi casi positivi di coronavirus confermati sabato, portando il numero totale di casi noti a 324. In tutto il Regno Unito, un totale di 120.776 persone sono state sottoposte a tampone a partire dalle 9 del 28 marzo, con 17.089 risultati positivi.