24 gennaio 2020
Aggiornato 15:00
Relazioni USA-Cina

USA, espulsi due diplomatici cinesi per spionaggio

Almeno uno dei due diplomatici apparterrebbe ai servizi segreti cinesi, secondo le fonti governative citate dal New York Times. Hong Kong, nuovi scontri fra manifestanti e polizia

Usa, espulsi due diplomatici cinesi per spionaggio
Usa, espulsi due diplomatici cinesi per spionaggio ANSA

ROMA - Gli Stati Uniti hanno «segretamente» espulso due diplomatici cinesi che nello scorso settembre avevano cercato di introdursi in una base militare in Virginia: è quanto pubblica il quotidiano statunitense The New York Times. Almeno uno dei due diplomatici apparterrebbe ai servizi segreti cinesi, secondo le fonti governative citate dal Nyt; si tratta comunque delle prime espulsioni per spionaggio di diplomatici cinesi da trent'anni a questa parte.

La base militare in questione, secondo quando riferito dal Nyt, si trova nei pressi di Norfolk e ospiterebbe delle forze speciali: i due diplomatici, accompagnati dalle mogli, si sono presentati in macchina al cancello di ingresso ma in mancanza di autorizzazione si sono visti respingere dalla sorveglianza che li ha invitati a fare manovra all'interno della base per riguadagnare l'uscita. Invece di fare marcia indietro però il veicolo ha continuato la marcia all'interno dell'installazione, evitando i controlli fino a che non è stata bloccata da alcuni camion che le hanno sbarrato la strada. I motivi dell'intrusione non sono stati chiariti ma stando alle fonti i diplomatici volevano mettere alla prova i sistemi di sicurezza della base.

I due diplomatici si sono giustificati spiegando di non comprendere bene l'inglese e di non aver capito le istruzioni della sorveglianza, il che non ha affatto convinto la sicurezza statunitense. Le espulsioni - che hanno avuto luogo «in autunno», secondo il Nyt - non sono state rese pubbliche in nessuno dei due Paesi e Pechino non ha fino ad ora adottato alcuna decisione analoga di rappresaglia.

Hong Kong, nuovi scontri fra manifestanti e polizia

La polizia di Hong Kong ha effettuato numerosi arresti e utilizzato i lacrimogeni per disperdere delle manifestazioni prodemocrazia tenutesi in alcuni centri commerciali. Come riferisce l'Agence France Presse i flashmob sono stati accompagnati anche da atti di vandalismo; la polizia è intervenuta in almeno due centri commerciali portando via delle persone ammanettate.

Alcuni militanti mascherati hanno saccheggiato alcuni locali gestiti da Maxim's, un gigante della ristorazione di proprietà di un magnate la cui figlia aveva criticato il movimento di protesta. Questi scontri sono i primi dopo tre settimane di calma seguite alla schiacciante vittoria del movimento prodemocrazia nelle elezioni locali del 24 novembre scorso.