24 ottobre 2019
Aggiornato 06:00
Kievgate

Procura Ucraina: il figlio di Biden potrebbe essere coinvolto in 15 casi

Kiev rivedrà e riaprirà una serie di casi. Intanto secondo il New York Times collaboratori di Trump scrissero dichiarazione (mai diffusa) per Zelensky

Joe Biden con il figlio Hunter
Joe Biden con il figlio Hunter ANSA

NEW YORK - Hunter Biden, il figlio dell'ex vicepresidente Usa, potrebbe essere coinvolto in ben 15 casi penali oggetto di indagini o comunque verifiche al momento in Ucraina. Lo ha dichiarato il procuratore generale di Kiev, Ruslan Riaboshapka, sulla scia della vicenda che ha portato all'avvio del processo di impeachment per il presidente americano Donald Trump: la richiesta avanzata al presidente ucraino Zelensky di indagare sulle attività imprenditoriali del figlio di John Biden in Ucraina ed eventuali collegamenti con l'incarico del padre.

Kiev rivedrà e riaprirà una serie di casi

Il coinvolgimento ipotizzato, ha precisato il procuratore generale ucraino, potrebbe essere indiretto, ovvero riguardare la società per l'esportazione del gas Burisma (cui all'epoca del fatti contestati il figlio di Biden faceva parte del consiglio di amministrazione) oppure dei soci in affari o l'ex ministro dell'Ambiente ucraino Nikolay Slochevsky. «Il lavoro di audit o di revisione della produzione continua», ha detto il procuratore generale durante un briefing, riportato dalle agenzie ucraine, aggiungendo che verranno rivisti fascicoli archiviati o oggetto di inchiesta senza esito in passato.

Nyt: Collaboratori di Trump scrissero dichiarazione per Zelensky

Due alti collaboratori del presidente americano Donald Trump in Ucraina scrissero ad agosto una dichiarazione per il nuovo presidente Volodymyr Zelensky che, se diffusa, avrebbe impegnato le autorità di Kiev a portare avanti le indagini chieste dall'inquilino della Casa Bianca sull'ex vicepresidente Joe Biden, suo principale rivale alle prossime elezioni. E' quanto riporta oggi il New York Times, citando tre persone informate della vicenda e alcuni documenti diffusi ieri. Secondo il Nyt, a lavorare sulla dichiarazione furono Gordon D. Sondland, ambasciatore Usa presso l'Unione europea, e Kurt D. Volker, allora inviato speciale del dipartimento di Stato per l'Ucraina, mentre l'avvocato personale di Trump, Rudolph W. Giuliani, fornì gli elementi tecnici da inserire nel testo. Kiev non diffuse mai questa dichiarazione, ma se lo avesse fatto, ha sottolineato oggi il quotidiano americano, i collaboratori di Trump avrebbero effettivamente fatto pressioni su un governo straniero per sostenere le accuse contro uno dei principali candidati democratici alle prossime elezioni.