20 febbraio 2020
Aggiornato 23:00
Amministrazione Trump

Usa, impeachment contro il presidente. Pelosi: «A rischio la democrazia», Trump: «Vinceremo»

La speaker della Camera ha fatto il punto sulla procedura contro Donald Trump che ha reagito sui social con una sfilza di tweet: «La speaker Pelosi e i democratici dovrebbero vergognarsi»

Il Presidente americano, Donald Trump
Il Presidente americano, Donald Trump ANSA

NEW YORK (ASKANEWS) - La speaker Nancy Pelosi ha annunciato che la Camera statunitense comincerà a redigere gli articoli per l'impeachment di Donald Trump, in un discorso durato meno di sei minuti in cui ha dichiarato che è ormai chiaro, dopo due mesi di indagini, che il presidente ha violato il suo giuramento, facendo pressioni su una potenza straniera per ricevere aiuto per le elezioni del 2020. «La nostra democrazia è in gioco. Il presidente non ci lascia altra scelta che agire, perché sta cercando di manipolare, ancora una volta, le elezioni a suo vantaggio». Si tratta del passaggio atteso per procedere con una nuova fase e arrivare a votare l'impeachment prima di Natale, in modo da consentire al Senato di processare Trump da gennaio. «Le azioni del presidente hanno gravemente violato la Costituzione» ha detto Pelosi, durante una conferenza stampa a Capitol Hill.

«I fatti sono incontestabili. Il presidente ha abusato del suo potere a suo beneficio, a spese della sicurezza nazionale» ha dichiarato Pelosi. «Con tristezza, chiedo oggi al nostro presidente (della commissione Giustizia, ndr) di procedere con gli articoli di impeachment». Più tardi, parlando con i giornalisti, Pelosi ha sottolineato che l'inchiesta per l'impeachment del presidente non «ha assolutamente nulla a che fare con la politica, ma con la Costituzione. Noi abbiamo giurato di proteggerla e difenderla».

La portavoce della Casa Bianca, Stephanie Grisham, ha subito risposto su Twitter: «La speaker Pelosi e i democratici dovrebbero vergognarsi. Il presidente Trump non ha fatto nulla, se non guidare il nostro Paese, con il risultato di un'economia in forte espansione, più posti di lavoro e forze armate più forti, solo per citare alcuni dei suoi maggiori risultati. Attendiamo un giusto processo in Senato». Poi, è arrivato il commento di Trump: «I democratici hanno appena annunciato che cercheranno di mettermi in stato d'accusa per nulla [...] Questo significa che l'impeachment sarà usato regolarmente per attaccare i futuri presidenti. Questo non è quello che i nostri Padri fondatori avevano in mente. La cosa buona è che i repubblicani non sono mai stati più uniti. Vinceremo noi!».

La commissione Giustizia ha ricevuto martedì il rapporto della commissione Intelligence, secondo cui ci sono «prove schiaccianti» di «condotta inappropriata» da parte di Trump, accusato di intralcio alla giustizia, abuso di potere e di aver sollecitato l'ingerenza di un Paese straniero, l'Ucraina, per favorire la sua campagna di rielezione. La commissione Giustizia, che ieri ha dato il via alla prima audizione, deciderà quali articoli di impeachment redigere e far votare alla Camera.

Se la Camera voterà per l'impeachment prima di Natale, il processo a Trump potrebbe cominciare già a gennaio. Trump sarebbe il terzo presidente a subire un processo, dopo Andrew Johnson e Bill Clinton; entrambi i presidenti furono assolti. Richard Nixon, nel 1974, si dimise - primo e unico presidente a farlo - prima che la Camera votasse il suo impeachment.

La Costituzione richiede la maggioranza semplice alla Camera per la messa in stato d'accusa - alla Camera, i democratici detengono la maggioranza - e una maggioranza di due terzi in Senato per la condanna e la rimozione - in questo caso - del presidente (l'impeachment può riguardare qualsiasi «funzionario civile degli Stati Uniti"). In Senato, dove 53 seggi su 100 sono in mano al partito repubblicano, non vi sono praticamente dubbi, al momento attuale, sull'assoluzione del presidente. «Fatelo adesso, velocemente, in modo da avere un processo equo in Senato, così che il Paese possa poi tornare al lavoro» aveva scritto Trump su Twitter, riferendosi all'impeachment, prima dell'annuncio di Pelosi.