14 ottobre 2019
Aggiornato 03:30
Crisi libica

Portavoce Haftar: Trump riconosce nostro «ruolo chiave»

E' quanto ha detto Ahmed al Mismari in un'intervista a Sky News Arabia, sottolineando come tale colloquio, avvenuto lunedì scorso e reso noto solo ieri dalla Casa Bianca, avrà «un impatto positivo nella lotta agli estremisti»

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TRIPOLI - La telefonata di Donald Trump al generale Khalifa Haftar è il riconoscimento del «ruolo chiave» dell'Esercito nazionale libico (Lna) nella lotta al terrorismo. E' quanto ha detto il portavoce di Haftar, Ahmed al Mismari, in un'intervista a Sky News Arabia, sottolineando come tale colloquio, avvenuto lunedì scorso e reso noto solo ieri dalla Casa Bianca, avrà «un impatto positivo nella lotta agli estremisti».

Secondo quanto riferito da fonti libiche ed egiziane al quotidiano Asharq Al-Awsat, la telefonata è stata mediata dal presidente egiziano Abdul Fattah al Sisi, che la scorsa settimana ha incontrato Trump alla Casa Bianca, prima di ricevere Haftar al Cairo, domenica scorsa.

Gli USA sanno bene costa sta succedendo in Libia

Nel suo quotidiano punto stampa, ieri al Mismari ha detto che i leader americani «sanno bene cosa sta succedendo in Libia, sanno che le forze armate di Haftar stanno combattendo per la stabilità mondiale e la pace internazionale». Quindi, stando a quanto riportato oggi dal Washington Post, Mismari ha precisato che Trump e Haftar non hanno discusso di alcun cessate il fuoco o di mettere fine all'offensiva lanciata il 4 aprile scorso dal generale per conquistare Tripoli.

Il portavoce ha infine rimarcato come l'assenza nel comunicato stampa della Casa Bianca di qualsiasi riferimento al governo di Tripoli di Fayez al Sarraj, riconosciuto dalla comunità internazionale, o a qualsiasi accordo politico sia la «prova» del fatto che la posizione Usa stia «cambiando completamente, in una direzione diversa».

Onu: 220 morti e 1066 feriti nei combattimenti a Tripoli

E' di 220 morti e 1066 feriti l'ultimo bilancio delle vittime del conflitto in corso a Tripoli dal 4 aprile scorso, quando il generale Khalifa Haftar ha lanciato l'offensiva militare per conquistare la capitale libica. E' quanto riferisce l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), precisando che tra i «civili uccisi ci sono operatori sanitari, donne e bambini».