23 gennaio 2019
Aggiornato 11:30
Relazioni Ue-Africa

«Basta carità»: il piano di Juncker e Tajani per creare 10 mln di posti di lavoro in Africa

Una nuova alleanza tra l’Ue e il continente africano per creare fino a 10 milioni di posti di lavori nei prossimi cinque anni

I presidenti della Commissione Ue Jean-Claude Juncker e del Parlamento Ue Antonio Tajani
I presidenti della Commissione Ue Jean-Claude Juncker e del Parlamento Ue Antonio Tajani

VIENNA - Lo scorso settembre, la Commissione europea ha proposto di costruire «una nuova alleanza» tra l’Ue e il continente africano per creare fino a 10 milioni di posti di lavori nei prossimi cinque anni. A questo scopo, l’Ue punta a mobilitare 44 miliardi di euro di investimenti in Africa entro il 2020, di cui 37 sono già pianificati. I leader europei e africani hanno sollecitato le aziende private a investire di più in Africa, un continente che non ha bisogno di «carità» ma di crescita per arginare i flussi migratori. «Vorrei dire a quanti rappresentano le nostre aziende: siate audaci, investite di più in Africa», ha detto il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, al vertice tenutosi a Vienna sulla cooperazione economica tra l’Ue e l’Africa. L’Europa rappresenta il 40% dei flussi di investimenti diretti esteri in Africa e rimane il principale partner commerciale del continente, stando ai dati della Commissione, con 243,5 miliardi di euro di scambi commerciali nel 2017. Ma «noi possiamo e dobbiamo fare di più» mobilitando «più fonti di finanziamento e incoraggiando le nostre imprese europee a essere più presenti nel continente africano», ha aggiunto Juncker.

Tajani: ecco come assorbire la crescita demografica

Presenti a Vienna oltre mille aziende, start-up e imprenditori, secondo quanto precisato dal cancelliere austriaco, Sebastian Kutz, sul proprio account Twitter. «Tra loro gli ad della Banca mondiale, del Gruppo Vodafone, di Siemens, Nokia e BMW», ha precisato. Solo grandi investimenti possono generare una crescita sufficiente e posti di lavoro sufficienti ad assorbire l’esplosione demografica africana, ha spiegato il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani. Nel corso dei lavori è stato ricordato che l’Africa è il continente con la più alta crescita demografica del mondo e che nel 2050 una persona su quattro nel mondo sarà africana, mentre il 50% degli africani avrà meno di 25 anni.

Nuovi posti di lavoro

Al forum hanno partecipato i 28 paesi dell’Ue e i rappresentanti di 25 paesi africani. Per l’Italia era presente la vice ministra degli Esteri, Emanuela del Re, che nel suo intervento ha a sua volta sottolineato la «necessità di forti investimenti nel continente». «Innanzitutto, l’Africa ha bisogno di nuovi, cospicui investimenti per stimolare la crescita – ha detto Del Re – in secondo luogo, l’Africa ha bisogno di posti di lavoro. Infine, iniziative nel campo dell’istruzione, della formazione professionale e del rafforzamento delle competenze sono essenziali per garantire la sostenibilità a lungo termine».

«La gioventù africana non è destinata a lasciare il continente africano»

«La gioventù africana non è destinata a lasciare il continente africano», ha detto il presidente della Commissione dell’Unione africana, Moussa Faki Mahamat, sollecitando a indagare le cause dei flussi migratori e rimarcando come questa sia «principalmente responsabilità dell’Africa». A sua volta, Faki ha sollecitato l’intervento degli investitori privati perché «non è l’aiuto, né la carità che può risolvere il problema dell’Africa». Per poi aggiungere: «Basta con l’idea stereotipata dell’Africa come terra sfortunata dove l’Europa, la Cina o altri hanno libero carta bianca per una lotta di influenze. Noi scegliamo le nostre partnership e creiamo le condizioni basate su reciproco interesse e beneficio. Non infantilizzate un intero continente».