24 giugno 2019
Aggiornato 13:30
Brexit

Brexit, sfogo della May: «Sono giorni difficili». I suoi ministri non ci stanno

Una parte del governo inglese vorrebbe un rilancio negoziale con l'Unione europea. Ma la premier liquida le contro-proposte: «I problemi restano»

La premier inglese Theresa May
La premier inglese Theresa May ( ANSA )

LONDRA – La premier britannica Theresa May ha liquidato le contro-proposte al suo progetto di accordo con l'Ue sulla Brexit, affermando che queste non faranno certo scomparire i problemi sul piatto. «La gente dice: se potesse fare qualcosa di leggermente diverso, ottenere un accordo di tipo norvegese o canadese, questo problema del backstop scomparirebbe. Non è vero, resterebbe sempre lì», ha affermato May in una intervista al Daily Mail pubblicata oggi, riferendosi in particolare alla questione del backstop. Ovvero il meccanismo d'emergenza che entrerebbe in funzione se nel periodo di transizione non fosse raggiunto un accordo duraturo per evitare il ritorno ad una frontiere reale tra Irlanda del Nord e Repubblica irlandese dopo il divorzio britannico dall'Ue.

Accordo e proteste
La premier londinese è arrivata ad un progetto d'accordo con l'Ue sulla Brexit, che ha provocato forti proteste in seno al suo governo e una raffica di dimissioni, motivate in particolare con il problema della provincia nordirlandese. May è anche minacciata da una mozione di sfiducia e secondo vari media britannici un gruppo di cinque ministri sta cercando di convincerla a modificare il suo progetto di accordo sulla Brexit, che gli altri 27 Paesi sono chiamati ad approvare o meno domenica 25 novembre. Ieri tuttavia c'è stato un momento di tregua per la premier, che ha evitato una seconda ondata di dimissioni e ha ottenuto il sostegno di due pesi massimi euroscettici nella sua squadra governativa: il ministro dell'Ambiente Michael Gove e il Commercio internazionale Liam Fox. Per il posto di ministro per la Brexit ha inoltre trovato come sostituto Stephen Barclay, avvocato euroscettico di 46 anni, ad oggi un semi-sconosciuto.

Periodo nero
«Ho avuto un paio di giorni piuttosto difficili», ha detto May nell'intervista, ringraziando per il sostegno il marito , la sua «roccia» da 38 anni. Secondo il Daily Telegraph, cinque ministri pro-Brexit, tra cui Gove, contano di fare pressioni sulla premier affinché tenti un rilancio negoziale con Bruxelles per ottenere la possibilità di un ritiro unilaterale dal compromesso raggiunto sull'Irlanda del Nord. Il quintetto di ministri che punta a modificare l'accordo con l'Ue almeno sulla frontiera nordirlandese comprende, oltre a Gove, la ministro per le relazioni con il parlamento Andrea Leadsom, del Commercio internazionale Liam Fox, la responsabile dello Sviluppo internazionale Penny Mordaunt e il segretario di Stato ai Trasporti Chris Grayling.