13 novembre 2018
Aggiornato 08:30

Il presunto scandalo della spia austriaca interrompe il «valzer viennese» di Putin

L'esercito austriaco ha annunciato di aver scoperto un possibile caso di spionaggio della Russia tra le sue file
Il presidente russo Vladimir Putin con il cancelliere austriaco Sebastian Kurz
Il presidente russo Vladimir Putin con il cancelliere austriaco Sebastian Kurz (ANSA)

MOSCA - Non è il solito scandalo di spie quello che ha fatto saltare il viaggio del ministro degli Esteri austriaco, Karin Kneissl, a Mosca. È qualcosa di più. Un duro colpo ai rapporti della Federazione russa con il Paese europeo più filorusso in assoluto. Inutile ricordare il matrimonio della Kneissl, l’unico al mondo dove il ritardo spetta non alla sposa ma all’ospite d’onore, ossia il presidente russo Vladimir Putin, giunto comunque con un gruppo folcloristico di cosacchi e pronto a ballare il valzer davanti agli ospiti, tutti intenti a filmare con i rispettivi telefonini. Il valzer è finito. Il calore dei sentimenti tra i due Paesi sembrano passati all’istante, a causa di una spia. Si tratta dell’ex colonnello di Salisburgo che per decenni ha passato informazioni molto sensibili a Mosca.

Kurz cambia idea
In questi giorni si è visto un cambio verticale di rotta per il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, che aveva rifiutato di imporre sanzioni contro la Russia sul caso di Skripal ed espellere diplomatici russi dal suo Paese. Ora lo stesso Kurz richiede alla leadership russa di fornire informazioni complete sullo scandalo che riguarda un cittadino austriaco. Inoltre, promette di discutere i dettagli dello scandalo all’interno dell’UE. Kurz ha dichiarato senza mezzi termini che questo caso «non migliorerà i rapporti con la Russia». L'esercito austriaco ha annunciato di aver scoperto un possibile caso di spionaggio della Russia tra le sue file. Si tratta di colonnello delle forze armate che si è ritirato cinque anni fa, sospettato di aver lavorato per il servizio di intelligence russo dagli anni '90 fino a quest'anno. Il diplomatico russo, attualmente in carica presso l'ambasciata a Vienna, è stato convocato per un incontro nel ministero degli esteri austriaco. 

I 4 europei «affidabili»
L’Austria non è il Regno Unito. Dal crollo dell’Urss ha mantenuto rapporti strettissimi con l’ex impero sovietico. Una perla rara per il Cremlino. Secondo gli esperti internazionali ci sono nell’UE solo quattro paesi considerati partner fidati: Austria, Grecia, Italia e Ungheria. Ma se l’Ungheria, a causa delle sue dimensioni, del livello di sviluppo economico e della reputazione politica del primo ministro Viktor Orban non influisce più di tanto sulla politica europea, l’Austria, l’Italia e, in misura minore, la Grecia sono considerate Paesi più strategici di quanto si possa immaginare. Soprattutto tenuto conto del periodo di sanzioni. Ma di quel quartetto, resta davvero poco.

Peggioramento dei rapporti con la Grecia
In meno di sei mesi, la Russia ha visto un veloce peggioramento dei rapporti con la Grecia: il ministro della Difesa Panos Kammenos, ha detto che «considera gli Stati Uniti un partner strategico e alleato. Oserei dire, l’unico alleato». Parole pronunciate alla presenza del capo del Pentagono James Mattis, che aprono a tante possibilità: da nuove basi militari a costruzione di terminal per il gas liquefatto a stelle e strisce. E ora, grazie al nuovo affaire di spie, la Russia può ottenere lo stesso risultato con l’Austria. Con una velocità ben maggiore. La storia dimostra che le relazioni tra paesi «amici» possono deteriorarsi in una notte e drasticamente. Quando Alexis Tsipras divenne primo ministro della Grecia nel gennaio 2015, fece una delle sue prime visite a Mosca, e i media russi lo presentarono come «grande amico» della Russia. Oggi le relazioni della Russia con la Grecia sono le peggiori dell’ultimo decennio. Anche in quel caso, il valzer non si balla più.