26 giugno 2019
Aggiornato 15:30
Libia

Libia, Salvini esclude la guerra e punta il dito contro Macron, ma senza mai nominarlo

"L’Italia deve essere protagonista della pacificazione del Mediterraneo". Moavero: "Pieno sostegno alle legittime istituzioni libiche"

Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini
Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini ( ANSA )

ROMA - «Escludo interventi militari, non risolvono nulla, dovrebbero capirlo anche altri». Il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, non lascia spazio a interpretazioni: rispondendo alle domande dei giornalisti mentre lasciava Palazzo Chigi ha affermato: «L’Italia deve essere protagonista della pacificazione del Mediterraneo, ma abbiamo un ministro degli Esteri e un presidente del Consiglio, chiedete a loro, non mi voglio sostituire a loro», ha risposto poi il leader della Lega a chi gli ha chiesto del ruolo italiano in relazione alla crisi libica. «Sono preoccupato», ha aggiunto, sugli scontri armati in corso in Libia. Ha anche detto che del tema si è parlato nella riunione del Consiglio dei ministri.

Salvini lancia la stoccata a Macron
Salvini ha le idee molto chiare in merito al caos libico: «Io penso – così dice, senza però mai nominare il presidente francese Emmanuel Macron ma facendo ripetuti cenni al ruolo francese nella vicenda – che dietro ci sia qualcuno. Qualcuno che ha fatto una guerra che non si doveva fare, che convoca elezioni senza sentire gli alleati e le fazioni locali, qualcuno che è andato a fare forzature, a esportare la democrazia, cose che non funzionano mai. Spero – ha aggiunto – che il cessate il fuoco arrivi subito». A chi li domandava se di fronte al precipitare della crisi libica ritenga un errore la sua tesi secondo la quale la Libia potesse essere un «porto sicuro» per i migranti salvati nel Mediterraneo, il vicepremier replica: «Chiedetelo a Parigi». E anche: «Esprimo il massimo sostegno alle autorità libiche riconosciute, il ringraziamento degli italiani alla Guardia costiera libica che sta continuando a fare positivamente il suo lavoro e speriamo di tornarci il prima possibile. Anch’io sono disponibile a correre qualche rischio e tornarci il prima possibile, è troppo importante una Libia finalmente pacificata», ha concluso.

Ambasciata italia a Tripoli resta aperta
Intanto, l'ambasciata italiana a Tripoli resta aperta. Lo ha precisato sul suo profilo ufficiale Twitter la stessa rappresentanza diplomatica, smentendo una notizia pubblicata sul sito Al Mutawasset. Secondo il portale, l'ambasciata italiana aveva chiuso ieri e il personale era diretto all'aeroporto militare di Mitiga - qualche chilometro a est di Tripoli - per fare rientro nel nostro Paese. Un'iniziativa, scriveva Al Mutawasset, presa dopo l'intensificarsi dei combattimenti tra milizie nel sud di Tripoli. "L'ambasciata italiana in #Libia resta aperta", si legge in un messaggio retwittato anche dall'ambasciatore Giuseppe Perrone: "Continuiamo a restare al fianco dell'amata popolazione di Tripoli in questa difficile fase".

La telefonata tra Moavero e Salameh
Il Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, segue "con grande attenzione" l'evolversi della situazione in Libia e ribadisce il pieno sostegno italiano alle legittime istituzioni libiche e al Piano d'Azione delle Nazioni Unite. Ne dà notizia la Farnesina in una nota in cui si afferma che "l'Italia condanna gli episodi di violenza e invita tutte le parti ad una soluzione pacifica e negoziata». In questa cornice - prosegue la Farnesina -, Moavero ha avuto questa sera una lunga conversazione telefonica con il Rappresentante Speciale del Segretario Generale Onu per la Libia, Ghassan Salameh, nel corso della quale ha appreso la sua valutazione sui recenti eventi e sulle azioni da lui intraprese per superare le tensioni e l'attuale fase di instabilità. "Al fine di continuare un proficuo scambio di informazioni e lavorare sulla messa a punto di possibili azioni a sostegno della pacificazione in Libia", il ministro Moavero e il Rappresentante Speciale delle Nazioni Unite si riparleranno nuovamente nei prossimi giorni. Moavero ha inoltre in programma una serie di contatti con i suoi omologhi dei Paesi maggiormente interessati alla crisi libica, anche in vista della preparazione della Conferenza Internazionale che il nostro Paese intende organizzare il prossimo autunno.

Ue: condanniamo violenza
Intanto, dalle Ue arriva chiara la condanna alla violenza: "La violenza porterà solo altra violenza e chiamiamo a tutte le parti a cessare immediatamente le ostilità" ha affermato in merito agli scontri in Libia un portavoce della Commissione europea, Carlos Martin Ruiz de Gordejuela, durante l'incontro di metà giornata con la stampa.