18 novembre 2018
Aggiornato 17:30

Islam: domenica inizia l'«Hajj», le diverse fasi del rituale del pellegrinaggio

Il pellegrinaggio alla Mecca è uno dei cinque pilastri dell'Islam e ogni credente adulto deve compierlo almeno una volta nella sua vita
Islam: domenica inizia l'«Hajj»
Islam: domenica inizia l'«Hajj» (ANSA)

Il pellegrinaggio annuale alla Mecca, che inizia quest'anno domenica nella città santa saudita, è uno dei cinque pilastri dell'Islam e ogni credente adulto deve compierlo almeno una volta nella sua vita.
Il Hajj («Il Pellegrinaggio») si svolge una volta l'anno, all'inizio del mese lunare musulmano «Dhu al-Hajja» e culmina il 9 dello stesso mese, alla vigilia della Festa del Sacrificio. D'altra parte, il piccolo pellegrinaggio, o Umra, può essere realizzato durante tutto l'anno. Gli altri obblighi rituali definiti dalla legge islamica, i «pilastri della religione», sono la dichiarazione di fede, la preghiera, il digiuno e lo zakat (elemosina).

Il Hajj è composto da diverse fasi codificate:

«IHRAM» («la santificazione»): Quando arrivano in un perimetro stabilito intorno alla Mecca, i fedeli maschi devono essere purificati indossando unicamente pezzi cuciti di stoffa bianca, mentre le donne devono indossare vestiti che coprono tutto il corpo, ad eccezione delle mani e del viso. I pellegrini non possono mettersi il profumo e devono tagliarsi i capelli e le unghie astenersi da qualsiasi litigio o relazione sessuale.

«TAWAF» («La Circolazione»): Al suo arrivo alla Mecca, il pellegrino fa sette giri intorno alla Kaaba, costruzione cubica che si trova nel centro del piazzale della la Grande Moschea. La Kaaba, considerata il luogo più sacro dell'Islam, è la direzione verso la quale i musulmani di tutto il mondo devono guardare per effettuare le canoniche cinque preghiere al giorno. Il fedele, se può, tocca e bacia la pietra nera sistemata in uno degli angoli del cubo.

«YAOUM AL TARWIYAH» («Giorno dell'Abbeveramento»): In questo giorno i fedeli devono compiere sette volte un percorso di 400 metri tra Safa e Marwa, vicino alla Grande Moschea sulle orme di Hajar, moglie del profeta Abramo. Secondo la tradizione, Hajar era corsa tra questi due posti per cercare l'acqua per suo figlio, il profeta Ismail, finché la sorgente di Zamzam non balzò ai suoi piedi. Una volta completato questo rituale, i fedeli si recano nella Valle del Mina, a cinque chilometri a est della Grande Moschea, per trascorrere la notte.

«AL WUKUF BI ARAFAT» («Processione sul Monte Arafat»): Al mattino presto i fedeli convergono sul Monte Arafat o Jabal al-Rahma, ("il Monte della Misericordia"), punto culminante del pellegrinaggio. Il palco del Monte Arafat è dedicato alle preghiere e alle invocazioni. Fu sul Monte Arafat che il profeta Maometto consegnò, secondo la tradizione islamica, il suo sermone di addio ai musulmani che lo accompagnarono nel pellegrinaggio alla fine della sua vita.

«Al MOUZDALIFA»: Al calar della notte, i pellegrini ritornano nella piana di Mouzdalifa per preparare il giorno successivo per Eid al-Adha, ("Festa del Sacrificio") che consiste nell'immolare una bestia nel ricordo di Abramo. Quest'ultimo aveva quasi ucciso suo figlio Ismail (Isacco) prima che l'angelo Gabriele gli offrisse in extremis il sacrificio di una pecora al suo posto.

«RAMII AL JUMRA» («Lapidazione»): I fedeli poi si dedicano alla lapidazione di tre stele che rappresentano Satana a Mina. Secondo la tradizione, i fedeli, il primo giorno devono lanciare sulla grande stele sette pietre, 21 pietre il giorno dopo sulla stele media e altri 21 il giorno seguente su quella piccola. È stato proprio durante il rituale della lapidazione che, nel 2015, una calca è costato la vita a circa 2.300 pellegrini.

«TAWAF AL IFADAH» («Circolazione conclusiva»): Il pellegrinaggio si conclude con nuove circonvoluzioni attorno alla Kaaba. La visita a Medina, luogo dove sorge il mausoleo del Profeta Muhammad, è facoltativa, può essere fatta prima o dopo il Hajj.

Il pellegrinaggio si ispira a una tradizione precedente all'Islam, che risale ad Abramo, un patriarca biblico adorato sia dai musulmani che dagli ebrei e dai cristiani. La Kaaba ospitò centinaia di idoli pre-islamici, distrutti nel 630 da Muhammad durante il suo ritorno trionfale alla Mecca.