15 novembre 2018
Aggiornato 08:30

Migranti e senzatetto assunti (con l'inganno) per decontaminare Fukushima

La dura accusa dell'Onu: «Sono stati ingannati sui rischi della centrale nucleare giapponese». E ora si teme per le loro condizioni di salute
I giornalisti con le tute nella centrale di Fukushima
I giornalisti con le tute nella centrale di Fukushima (Antonio Fatiguso | ANSA)

TOKYO - Decine di migliaia di lavoratori impegnati nell'opera di decontaminazione della centrale nucleare Fukushima-1 potrebbero essere stati ingannati sui rischi di esposizione alle radiazioni e quindi aver corso un rischio vitale. La dura accusa è arrivata da un comunicato congiunto di tre rapporteur speciali delle Nazioni unite incaricati di analizzare le condizioni di lavoro presso la struttura teatro del peggiore incidente nucleare dai tempi di Cernobyl. «Tra i lavoratori ingaggiati per decontaminare Fukushima ci sono lavoratori migranti, richiedenti asilo, senza tetto», hanno scritto in un comunicato congiunto i tre esperti Onu. «Siamo profondamente preoccupati sul possibile sfruttamento con l'inganno riguardo i rischi di una possibile esposizione alle radiazioni, sulla possibile costrizione nell'accettare condizioni di lavoro pericolose a causa di una situazione economica precaria e l'adeguatezza dell'addestramento e delle misure protettive»

Ora si teme per la loro salute
Inoltre, gl autori del rapporto hanno dichiarato di essere «preoccupati per l'impatto che l'esposizione alle radiazioni potrebbe aver avuto sulla loro salute fisica e mentale». Secondo dati forniti dal ministero della Sanità, Lavoro e Welfare, i lavoratori impiegati a Fukushima sono stato 46.386 nel solo 2016. In cinque anni fino al 2016, in tutto sono stati 76.951 i lavoratori impiegati. «Le persone più a rischio di esposizione per le sostanze tossiche sono quelle più vulnerabili allo sfruttamento: i poveri, i bambini e le donne, i migranti, le persone con disabilità e i lavoratori anziani», hanno detto ancora gli esperti Onu. «Essi - hanno proseguito - sono spesso esposti a una miriade di abusi, costretti a una scelta aberrante tra la loro salute e il reddito, e la loro situazione rimane invisibile ai consumatori e ai policymaker che potrebbero intervenire».

Chi sono gli esperti dell'Onu
I tre esperti inviati dall'Onu sono Baskut Tuncak, che si occupa di gestione ambientale e delle sostanze tossiche e che dovrà presentare un rapporto su Consiglio dei diritti umani Onu; Urmila Bhooola, esperta di forme di schiavismo contemporaneo; Dainius Puras, che si occupa di diritto alla salute fisica e mentale. L'Ufficio del rappresentante giapponese presso la sede delle Nazioni unite a Ginevra ha reagito alle accuse arrivate dai rapporteur in maniera dura. «E' deplorevole che, nonostante la sincerità mostrata dal governo, i rapporteur speciali abbiano rilasciato una dichiarazione così unilaterale», ha commentato l'ufficio. «Agitando ansia inutile» ha continuato «oltre a suscitare confusione, si può ulteriormente provocare sofferenza nelle persone delle aree colpite».