20 settembre 2018
Aggiornato 12:30

La guerra in Siria sta per finire? Gli Usa si ritirano, la Russia strige accordi con curdi e israeliani

Dopo otto anni il conflitto siriano potrebbe terminare grazie all'accordo tra Putin e Trump, che coinvolge indirettamente Iran, Turchia e Israele
Il presidente siriano Basha al Assad e quello russo Vladimir Putin
Il presidente siriano Basha al Assad e quello russo Vladimir Putin (EPA/ALEXEY DRUZHINYN/RIA NOVOSTI)

DAMASCO - Il premier israeliano Benjamin Netanyahu sarà a Mosca il prossimo 11 luglio per incontrare il presidente russo Vladimir Putin. L'incontro avviene nel momento in cui le forze dell'esercito regolare siriano si apprestano a riconquistare i territori persi nei pressi di Giordania e Israele. Israele, protagonista nascosto della destabilizzazione del Medio Oriente, ha preso atto che la supremazia militare russa in Siria non si può mettere in discussione. Netanyahu, diventato un ottimo alleato del russo Putin, ha quindi deciso di convalidare lo status quo con un accordo con la Russia, e quindi indirettamente con la Siria e l'Iran. Il conflitto siriano, dunque è finito? Il governo di Bashar al Assad ha recuperato quasi totalmente il territorio che aveva all'inizio del conflitto, nel 2011, e si appresta a firmare un accordo di pace con tutti gli attori presenti sul campo?

La guerra è finita?
L'accordo, che coinvolge, oltre alla Siria, Stati Uniti, Russia, Turchia e Israele, e indirettamente l'Arabia Saudita e l'Iran, sancirebbe il passaggio dei curdi del Sdf (Forze democratiche siriane) – non i marxisti del Ypg, cacciati dalle truppe turche ad Afrin – nell'esercito siriano. I curdi quindi non vedrebbero la nascita di un loro Stato ma entrerebbero nell'orbita di influenza siro-russa, dopo essere stati in quella statunitense. Gli Usa, a loro volta, intendono ritirarsi completamente dalla regione nel giro di un anno e mezzo. Per questa ragione il premier israeliano Netanyahu dovrà accordarsi con Putin, e quindi indirettamente con Assad, per sancire la fine della guerra. Il consigliere strategico di Donald Trump ha infatti recentemente rimodulato il tiro di fronte allo scenario ormai chiaro: "Vedremo cosa succede quando i due si incontrano (Putin e Trump, ndr) Ci sono possibilità di fare un negoziato più ampio per aiutare a far uscire le forze iraniane dalla Siria e farle tornare in Iran, il che sarebbe un significativo passo avanti per avere un accordo con la Russia se è possibile». Scomparsa, quindi, la deposizione del presidente Assad dal mirino degli Usa.

Turchia nel nord, Siria e Israele costretti alla tregua
La Turchia resterà nel nord. Ankara ha annesso nell'ultimo anno la parte nord della Siria dove erano presenti i curdi dello Ypg, le forze che di fatto hanno sempre combattuto l'Isis e per molti versi ne hanno fermato l'avanzata quando sembrava senza freni: Erdogan e il suo esercito continueranno quindi a controllare la parte curda che hanno conquistato, probabilmente procedendo a una sostituzione ad Afrin: islamisti al posto dei curdi vicini al Pkk. L'accordo tra Putin e Netanyahu prevederebbe anche il ritiro delle truppe iraniane dal territorio siriano, e quindi la fine delle incursioni aeree dello stato di Israele. Di fatto si tratterebbe delle via d'uscita da un conflitto che, per lungo tempo, è stato sul punto di trascinare il mondo in un conflitto globale.