15 novembre 2019
Aggiornato 21:30
Immigrazione

Macron nega la crisi migratoria italiana. E lancia una proposta congiunta con la Spagna

In vista del mini vertice informale a Bruxelles sui migranti convocato dal capo dell'esecutivo Ue Juncker, Francia e Spagna presentano la loro proposta

PARIGI - La crisi migratoria in atto non è di gravità paragonabile a quella del 2015 e neanche l'Italia si trova nelle condizioni in cui era l'anno scorso: lo ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron, nel corso della conferenza stampa congiunta tenuta a Parigi con il premier spagnolo Pedro Sanchez. "Guardate le cifre, questa è una crisi politica fra i Paesi di prima accoglienza e di seconda; occorre mantenere il sangue freddo, per non perdere i vantaggi della cooperazione e cadere nella trappola della semplificazione", ha attaccato Macron. Parole che hanno subito scatenato la reazione italiana. Salvini parla di "arroganza" da parte del presidente francese, Di Maio lo bolla come "fuori dalla realtà".

La proposta franco-spagnola
In vista del mini vertice informale a Bruxelles sui migranti convocato dal capo dell'esecutivo Ue Juncker, Francia e Spagna presentano la loro proposta, uniti, nell'ottica di un nuovo asse franco-spagnolo che proprio in materia di immigrazione potrebbe portare nuovi assetti in ambito europeo. Parigi e Madrid vogliono la creazione di «centri chiusi sul suolo europeo di sbarco» per i migranti: lo ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron, auspicando una «soluzione diversa e complementare» a una crisi che divide l’Europa. Una volta sbarcati sul suolo europeo, "siano favorevoli a creare dei centri chiusi in conformità ai criteri dell’Unhcr, con dei mezzi europei che permettano una solidarietà finanziaria immediata, un iter rapido dei dossier, una solidarietà europea perché ciascun Paese accolga in maniera organizzata le persone che hanno diritto all’asilo» ha concluso Macron nel corso della conferenza stampa congiunta con il premier spagnolo Pedro Sanchez, in visita a Parigi.

Macron prospetta sanzioni
Il capo dell'Eliseo è andato persino oltre, prospettando l'opzione sanzioni finanziarie per quei Paesi dell'Unione Europea che si rifiutino di accogliere i migranti. "Non vi possono essere dei Paesi che beneficiano in modo massiccio della solidarietà dell'Ue e che rivendicano in modo altrettanto massiccio il proprio egoismo nazionale quando si tratta della questione dei migranti", ha concluso il presidente francese. Morale urticante, però, fuori tempo massimo, stonata, che fa a pugni con la grandeur francese che, senza l'atteggiamento coloniale francese, non sarebbe mai stata tale.