15 agosto 2018
Aggiornato 21:00

Apre l’ambasciata Usa a Gerusalemme, Striscia di Gaza nel caos: ci sono morti e feriti

Continua ad aggravarsi di ora in ora il bilancio delle vittime degli scontri al confine tra la Striscia di Gaza e Israele
Proteste e scontri nella Striscia di Gaza dopo l'apertura dell'ambasciata Usa a Gerusalemme
Proteste e scontri nella Striscia di Gaza dopo l'apertura dell'ambasciata Usa a Gerusalemme (EPA/LUCA PIERGIOVANNI)

STRISCIA DI GAZA - Striscia di Gaza nel caos: continua ad aggravarsi di ora in ora il bilancio delle vittime degli scontri al confine con Israele: secondo il ministero della Sanità di Gaza, sono 16 i palestinesi uccisi oggi dal fuoco israeliano, e oltre 500 i feriti. Migliaia di palestinesi si sono radunati oggi al confine per protestare contro il trasferimento a Gerusalemme dell’ambasciata americana in Israele. L’esercito israeliano ha quasi raddoppiato i propri uomini attorno alla Striscia di Gaza e in Cisgiordania, dove sono previsti comizi. Un migliaio i poliziotti israeliani mobilitati a Gerusalemme per garantire la sicurezza dell’ambasciata e delle zone circostanti. Si realizza oggi il progetto di Donald Trump di spostare l’ambasciata Usa in Israele. All’inaugurazione presenti Ivanka Trump e Jared Kushner, figlia e genero e consiglieri del presidente americano, insieme a centinaia di personalità dei due paesi, mentre il presidente americano si mostra in videoconferenza. L’inaugurazione si tiene in occasione del 70simo anniversario della fondazione di Israele, nel 1948. Domani i palestinesi commemoreranno la «Nakba», o «disastro», ricordando gli oltre 700mila palestinesi fuggiti o espulsi. 

Al Zawahiri lancia un appello alla jihad contro gli Usa
«Gerusalemme è stata la capitale del popolo ebraico per 3.000 anni. E’ stata la capitale del nostro Stato negli ultimi 70 anni e rimarrà la nostra capitale per sempre, non importa quale accordo di pace voi immaginiate», ha detto ieri il premier israeliano Benjamin Netanyahu davanti a Ivanka Trump e Jared Kushner. Intanto, il leader di Al Qaeda, Ayman al Zawahiri, ha lanciato un appello al jihad contro gli Stati Uniti, affermando che la decisione di Washington di spostare a Gerusalemme la propria ambasciata dimostra che la strategia di negoziati e «appeasement» non ha ottenuto alcun risultato per i palestinesi.

"Il vero volto della crociata moderna"
In un video di cinque minuti intitolato «Tel Aviv è anche una terra dei musulmani», il medico egiziano che ha assunto la guida di Al Qaeda dopo la morte nel 2011 di Osama bin Laden ha esortato i propri seguaci a prendere le armi, facendo riferimento all’Autorità palestinese come ai «venditori della Palestina». Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump «è stato chiaro ed esplicito e ha svelato il vero volto della crociata moderna», ha detto Zawahiri, stando alla trascrizione riportata da Site, il sito americano che monitora le attività dei jihadisti online. Il leader di Al Qaeda ha quindi ricordato che Bin Laden aveva dichiarato gli Stati Uniti «il primo nemico dei musulmani», sottolineando che non ci sarebbe stata «sicurezza» fino a non quando la Palestina non fosse diventata realtà e «gli eserciti degli infedeli non avessero lasciato la terra di Maometto».