20 settembre 2018
Aggiornato 02:30

Siria, a Sochi l'improbabile soluzione di una guerra infinita

All'indomani del fallimento dei colloqui di Vienna sotto l'egida delle Nazioni Unite, ma assenti i principali oppositori di Assad e i curdi
Un cratere provocato da una bomba a Ghouta, Siria, dove sono morti almeno 30 bambini
Un cratere provocato da una bomba a Ghouta, Siria, dove sono morti almeno 30 bambini (ANSA/ UFFICIO STAMPA UNICEF)

SOCHI - All'indomani del fallimento dei colloqui di Vienna sotto l'egida delle Nazioni Unite e mentre ancora divampano le polemiche sull'attacco turco ad Afrin, si accendono i riflettori sulla Siria in Russia, a Sochi, sul Mar Nero, in quella che è di fatto la seconda residenza di Vladimir Putin. Una nuova tappa per Vladimir Putin in quella che è stata forse l'operazione di politica estera più riuscita della sua lunga carriera al Cremlino. Proprio mentre si consumano le ultime settimane della campagna elettorale che con tutta probabilità vedrà l'attuale capo di stato riconfermato alla presidenza il 18 marzo. Il vecchio villaggio olimpico e le strutture sportive di Adler accolgono il Congresso del Dialogo Nazionale Siriano, dedicato alla risoluzione della situazione in Siria, seppur apparentemente monco di una componente fondamentale: i principali oppositori di Bashar al Assad e i curdi. Su queste assenze ci sono messaggi contrastanti. Il Cremlino attraverso il suo rappresentante per la Siria Alexander Lavrentiev ha detto che, su base individuale, una parte del Comitato dei negoziati siriano (NSC) ha deciso di prendere parte. "Ciò vale anche per il "gruppo di Mosca" che include il "gruppo del Cairo", e un certo numero di rappresentanti di altri agglomerati che sono stati eletti nell'opposizione unita a Riyad" ha detto Lavrentiev.

Un'impasse che non passa
Tuttavia il rifiuto ufficiale dell'NSC - la coalizione dei principali gruppi dell'opposizione siriana ad esclusione dei curdi e dei gruppi affiliati ad al Qaeda - parla chiaro sull'impasse, dove è immersa l'intera situazione e la risoluzione politica del conflitto che ha causato oltre 340.000 morti dal 2011. A dare forfait anche i curdi, obiettivi dell'offensiva turca e un'altra faccia ancora di questo insidioso rompicapo. E tali rifiuti "testimoniano il fatto che le conquiste immediate siano improbabili nella soluzione politica in Siria", ha riconosciuto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. "Solo con un lavoro paziente, progressivo e meticoloso è possibile andare avanti", ha aggiunto. "In questo senso, il Congresso di Sochi sarà un passo molto importante e significativo in questa direzione".

Assente anche Damasco
Neppure il governo di Damasco è rappresentato direttamente: ci sono movimenti e partiti che sostengono Assad. Presente, come già confermato, l'inviato speciale delle Nazioni Unite, Staffan de Mistura. Peraltro, proprio dopo il fallimento di Vienna, Nasr Hariri, il capo negoziatore del comitato dei negoziati siriano (NSC), ha annunciato sabato che nessuno dei suoi emissari sarebbe andato a Sochi. "Il regime scommette su una soluzione militare, non mostra la volontà di impegnarsi in seri negoziati politici", ha detto. Anche i curdi hanno annunciato domenica che non sarebbero andati a Sochi, accusando la Russia e la Turchia, sponsor della riunione, di essersi "accordati su Afrin", l'enclave curda nel mirino dell'esercito turco. Altri trenta gruppi ribelli siriani hanno declinato l'invito russo. E tuttavia sono attese più di 1.500 persone, su oltre 1.600 inviti inviati, ha assicurato Lavrentiev.

Governo e ribelli, unione impossibile?
Organizzato su iniziativa di Mosca e Teheran - alleati di Damasco - e Ankara, l'incontro mira a portare avanti il formato già avviato ad Astana e a riunire rappresentanti del governo e dei ribelli per definire una nuova Costituzione per il Paese, anch'essa soggetta al centro di discussioni infruttuose giovedì e venerdì scorsi a Vienna. Particolare da non trascurare: oggi Putin è ancora a Mosca, dove ha incontrato Benjamin Netanyahu, nemico numero uno dell'Iran. Il premier israeliano si è detto soddisfatto dei colloqui con il presidente russo, a riprova di quanto sia complesso il puzzle da mettere insieme. 

Chi c'è e chi no
Nonostante il ruolo attivo dei tre Paesi Russia, Turchia e Iran, i loro rappresentanti, così come i rappresentanti di altri Stati esteri e organizzazioni internazionali, partecipano al Congresso "solo in qualità di osservatori" si rende noto da Mosca. Ma ci saranno "più di un migliaio di siriani a rappresentanza della società civile, gruppi etnici, religiosi e tribali, diverse forze politiche, tra cui il governo della Repubblica, l'opposizione interna ed estera, tra cui quella armata. Un numero così ampio di membri contribuisce all'attuazione della risoluzione n. 2254 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che chiede la natura inclusiva dei negoziati tra il governo e l'intero spettro di forze di opposizione, politiche ed etno-confessionali in Siria. L'attuazione dei principi stabiliti nella presente risoluzione è il compito principale del Congresso». La sua condotta è volta ad intensificare la ricerca di una soluzione politica del conflitto sotto l'egida delle Nazioni Unite e alla promozione della ricostruzione postbellica del paese. Come aggiunta ai formati di Astana e Ginevra, "dovrebbe aiutare i negoziatori a Ginevra, dove saranno prese le decisioni su di esso. La partecipazione al Congresso di una vasta gamma di forze pubbliche contribuirà a rafforzare la fiducia di vari gruppi della società siriana nelle decisioni politiche prese ad alto livello politico.

I temi sul tavolo
I principali argomenti di discussione saranno la preparazione di una nuova costituzione siriana, l'organizzazione di elezioni generali sotto la supervisione delle Nazioni Unite, la soluzione dei problemi umanitari, sviluppare il programma globale a lungo termine della riabilitazione del Paese. Al termine della manifestazione dovrebbero essere firmati due documenti: un comunicato finale elaborato sulla base del cosiddetto "documento Naumkina", e un appello dei partecipanti alla comunità internazionale sulla necessità di affrontare con urgenza le questioni umanitarie, progredire verso la soluzione del conflitto e il ripristino della situazione in Siria. Inoltre, si presume che al Congresso saranno formati ad hoc gruppi di lavoro e del comitato costituzionale, che contribuiranno a promuovere il processo di Ginevra al fine di creare le condizioni necessarie per lo svolgimento di elezioni in Siria sotto gli auspici delle Nazioni Unite.

33 civili uccisi da raid aerei
Tutto questo mentre almeno 33 civili sono stati uccisi nelle ultime 24 ore da raid aerei del regime siriano sulla provincia di Idlib, dov'è in corso un'operazione militare contro gruppi jihadisti: lo ha annunciato oggi l'Osservatorio siriano sui diritti umani. Nella sola giornata odierna, i raid hanno ucciso 16 civili: 11 di questi si trovavano al mercato della città di Saraqeb, ha precisato il direttore dell'ong, Rami Abdel Rahman. Ieri, ha spiegato la stessa fonte, altre 17 persone erano state ritrovate morte, a seguito dei "raid delle ultime 24 ore", che hanno avuto luogo "dopo un periodo di calma relativa legato al maltempo".