17 ottobre 2019
Aggiornato 07:30
Crisi coreana

Nordcorea, Pyongyang: Trump ci ha dichiarato guerra. E ora?

Sale alle stelle la tensione tra Stati Uniti e Corea del Nord. Secondo quanto dichiarato dal ministro degli Esteri nordcoreano Ri Yong Ho, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato guerra a Pyongyang

PYONGYANG - Sale alle stelle la tensione tra Stati Uniti e Corea del Nord. Secondo quanto dichiarato dal ministro degli Esteri nordcoreano Ri Yong Ho, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato guerra a Pyongyang. Il responsabile della diplomazia nordcoreana ha quindi minacciato l'abbattimento dei bombardieri americani che dovessero volare vicino allo spazio aereo del paese. «Trump ha dichiarato che la nostra leadership non sarebbe rimasta in giro ancora a lungo», ha detto Ri dinanzi all'albergo di New York di cui è ospite in occasione dell'Assemblea generale delle Nazioni unite. «Questa è una dichiarazione di guerra al nostro paese», ha concluso.

La replica secca di Trump
Immediata la replica della Casa bianca che ha seccamente smentito le accuse di Pyongyang. «Non abbiamo dichiarato guerra alla Corea del Nord e, francamente, sostenere il contrario è assurdo» ha detto Sarah Huckabee-Sanders, portavoce dell'amministrazione Trump, nel corso di una conferenza stampa. «Il nostro obiettivo» ha aggiunto, «resta sempre lo stesso, arrivare a una pacifica denuclearizzazione della Penisola coreana attraverso forti pressioni economiche e diplomatiche».

Le opzioni di Washington
Alla luce dell'ultimo duello a parole tra Corea del Nord e Stati Uniti, Washington potrebbe apparentemente avere a disposizione solo due opzioni per gestire le provocazioni di una Pyongyang convinta che i recenti commenti del presidente Donald Trump corrispondano a una dichiarazione di guerra: un conflitto militare o la semplice accettazione delle pretese nucleari della nazione più isolata al mondo.

Strangolamento economico
Come spiegato in un'analisi del Wall Street Journal, ci sono in realtà altre opzioni sul tavolo della prima economia al mondo. Si comincia da uno strangolamento economico della Corea del Nord, un percorso già intrapreso dall'amministrazione Trump specialmente con la minaccia di imporre sanzioni a chiunque faciliti i programmi missilistico e nucleare del regime di Kim Jong Un (banche cinesi incluse).

Pattugliamento dei mari
La Marina militare americana potrebbe poi pattugliare in modo più intenso le acque che bagnano la Corea del Nord al fine di impedire l'arrivo nei suoi porti delle navi che potrebbero trasportare beni pensati per aiutare il regime. Una mossa simile scoraggerebbe scambi commerciali e di materiale militare con Pyongyang, il cui export è stato punito pesantemente da una serie di sanzioni Onu.

Attacchi informatici o elettromagnetici
Tra le misure a disposizione ci sono anche tattiche che non sono pensate per uccidere. E' il caso per esempio di attacchi elettromagnetici o intrusioni informatiche che, se portati a compimento con successo, potrebbero mettere a repentaglio la capacità della Corea del Nord di continuare i suoi programmi nucleare e missilistico. Ci sono poi strumenti per contrastare la propaganda nazionale: facendo arrivare in Corea del Nord cellulari, dvd e flash drive si potrebbero convincere leader politici e civili a staccarsi dal regime, magari in cambio della protezione di Washington; il punto è che difficilmente il regime può essere intaccato.

Abbattere i missili
Gli Usa potrebbero poi decidere di abbattere i missili balistici che Pyongyang potrebbe tornare a lanciare. Il Pentagono dispone di radar potenti in Giappone e di un sistema di difesa missilistico sulle navi vicine alla Corea del Nord. Una tale mossa, però, deve avere successo altrimenti il rischio è l'intensificarsi ulteriore delle tensioni.

Diplomazia
La soluzione migliore, ma forse maggiormente sottovalutata dagli Stati Uniti, è quella diplomatica, il cui obiettivo ultimo è il congelamento dei programmi nucleari della Corea del Nord.