7 dicembre 2019
Aggiornato 13:00

Migranti, anche Bill Gates è per l'«aiutarli a casa loro»

Il fondatore di Microsoft Bill Gates, in un'intervista al giornale tedesco 'Welt am Sonntag', ha dichiarato che i leader europei dovrebbero essere meno generosi con i migranti, perché la solidarietà incoraggia il flusso migratorio

ROMA - «La migrazione verso l’Europa aumenterà, la pressione crescerà. E si è davanti a un dilemma: da un lato si desidera accogliere i rifugiati, per mostrarsi generosi. Ma più si è generosi, più si parla di questa generosità, e questo spingerà sempre più persone a lasciare l’Africa». No: a parlare non è Matteo Salvini, ma il plurimilionario americano fondatore di Microsoft Bill Gates. Il quale, in un'intervista al giornale tedesco 'Welt am Sonntag', ha dichiarato senz agiri di parole che i leader europei stanno peggiorando la crisi dei migranti accogliendo un numero enorme di persone e incoraggiandoli a pensare che in Europa c’è spazio per loro. In particolare, Gates ha parlato della Germania e della sua apertura nei confronti dei migranti. Un discorso che, a suo avviso, è però estendibile ad altri Paesi, compresa l’Italia. Secondo il fondatore di Microsoft, «per la Germania è materialmente impossibile assorbire questa enorme massa di persone, che poi si metterebbero in cammino».

Solidarietà significa più sbarchi
Secondo Gates, dunque, occorre che l'Europa si mostri meno solidale nei confronti dei rifugiati, per evitare che l'esodo continui. «Da una parte», sostiene, «questo significa, sfortunatamente, che dovete rendere più difficile utilizzare le vie di transito verso l’Europa per le persone che vengono dall’Africa. Così questo cambiamento contribuirà a diffondere la voce che è molto difficile arrivare in Europa passando di lì». Gates prosegue: «Nel frattempo, aumenta il numero di migranti che cerca di raggiungere l’Europa passando per il Mediterraneo. E, sì, sono anche sviluppi come questi che hanno posto l’Africa di nuovo all’ordine del giorno». Il motto del fondatore di Microsoft sull'argomento è «aiutarli a casa loro»: «Guardate, al momento l’economia tedesca sta bene. Sarebbe un segno importante se dalla Germania partisse il segnale di prendersi cura di regioni come l’Africa, dove su questioni come la sanità, la democrazia e il benessere si è messi molto peggio. La promessa della Germania, mantenuta recentemente, di destinare lo 0,7 per cento del suo reddito nazionale lordo agli aiuti per sviluppo è fenomenale. Mi auguro che altri paesi europei seguano l’esempio della Germania».

Aiutarli a casa loro
La Fondazione Bill e Melinda Gates ha speso milioni di dollari per aiuti in Africa per prevenire la povertà e le malattie. Ma sui migranti Bill Gates sembra aver cambiato idea piuttosto di recente. Perché nel gennaio 2016, quando alla Casa Bianca c'era ancora Barack Obama, al World Economic Forum di Davos, il fondatore di Microsoft si espresse in questi termini: «La Germania e la Svezia sono da elogiare per il modo in cui accolgono i migranti. Gli Stati Uniti dovrebbero seguire il loro esempio». Ora che il quadro geopolitico è cambiato, con l'arrivo di Donald Trump a Washington, sembrano essersi modificate anche le convinzioni di Gates. Che non appare più così benevolo verso le nazioni che accolgono, ma piuttosto verso quelle che investono nella cooperazione in Africa.  «Finora i vincoli finanziari hanno prevalso sull’idea di far lievitare gli investimenti umanitari e di cooperazione. La Ue ha solo iniziato a discutere di un piano da 62 miliardi», ha osservato. «Qualche governo ha messo in campo iniziative mirate. L’Italia, per esempio, a febbraio ha assegnato 200 milioni di euro principalmente a Nigeria, Libia, Tunisia per contrastare «il traffico di esseri umani e l’immigrazione illegale». «Bisogna fare presto — ha concluso Gates — la Germania e l’Europa non sono in grado di far fronte alle persone che in Africa sono già pronte a partire».