18 gennaio 2020
Aggiornato 03:30
Brexit

«Gli inglesi cambieranno idea». Parola di Soros, l'uomo che nel '92 disintegrò la sterlina

La Brexit? Gli inglesi ci ripenseranno. Parola del magnate e finanziere ungherese George Soros, lo stesso che, nel 1992, per le sue azioni speculative svalutò la sterlina, facendo perdere al risparmio inglese qualche miliardo di dollari

MILANO - La Brexit? Gli inglesi ci ripenseranno. Parola del magnate e finanziere ungherese George Soros. Che in un intervento al Corriere della Sera  esterna le sue convinzioni a proposito del divorzio tra Ue e Regno Unito, di cui proprio in questi giorni sono iniziati i negoziati. Per Soros, però, tali negoziati si protrarranno per più del previsto, perché Theresa May, messa alle strette dai suoi partner europei, proverà il più possibile ad allungare il brodo.

Disillusione
Il «benefattore» e fondatore della Open Society Foundation è convinto, insomma, che tra gli inglesi serpeggi già una certa disillusione, e che non si arriverà a un accordo commerciale prima di cinque anni. Quindi - prosegue nei pronostici - ci saranno nuove elezioni in cui i conservatori perderanno. Perché, a differenza delle aspettative, i britannici si renderanno delle pesanti ripercussioni sul proprio tenore di vita. Per ora stabile, prosegue Soros, solo grazie a un maggiore indebitamento delle famiglie, con un iniziale aumento dei consumi che ha stimolato l’economia britannica.

Trend negativo
Per il magnate ungherese, però, già ad oggi il trend economico per il Regno Unito è piuttosto negativo. «Il momento della verità è ormai alle porte», profetizza, citando pubblicati dalla Bank of England e nello specifico il fatto che «la crescita dei salari non è riuscita a tenere il passo dell’inflazione e, pertanto, i redditi reali sono cominciati a diminuire». E se la tendenza proseguirà nei prossimi mesi, per il magnate ungherese «le famiglie si accorgeranno presto che il loro tenore di vita si sta abbassando e, di conseguenza, si vedranno costrette a rivedere le proprie abitudini di spesa. Come se ciò non bastasse, si renderanno anche conto di essersi indebitate in modo eccessivo e di dover porre rimedio riducendo ulteriormente i consumi che hanno sostenuto l’economia fino adesso».

Il momento della verità
Soros cita anche il fatto che la Bce «ha commesso lo stesso errore della famiglia media, cioè quello di sottovalutare l’impatto dell’inflazione, e per questo dovrà ora rimediare aumentando i tassi di interesse, il che renderà ancora più difficile per le famiglie saldare i propri debiti». Insomma: secondo Soros l'«ora X» è in arrivo. E quando sarà arrivata, gli inglesi si renderanno conto che «la Brexit è un progetto senza vincitori poiché danneggia tanto la Gran Bretagna quanto l’Ue». Il finanziere, però, è ottimista: «Il referendum sulla Brexit non può essere annullato, ma le persone possono cambiare idea. A quanto pare, è ciò che sta accadendo».

Il destino di Theresa May
Secondo Soros, non è affatto un caso che nelle ultime elezioni anticipate Theresa May sia stata «punita» dall'elettorato. Da un lato, sostiene, non ha giocato a suo favore la decisione di far pagare agli anziani una quota sostanziosa dell’assistenza sociale. Dall'altro, la più alta partecipazione dei giovani ha posto le basi per un recupero dei laburisti, meno favorevoli della May a una hard Brexit. Soros conclude così la sua analisi: «Per completare la Brexit ci vorrebbero comunque almeno cinque anni, durante i quali verrebbero indette nuove elezioni. E se tutto andasse per il verso giusto, le due parti potrebbero pensare di risposarsi prima ancora di aver divorziato».

I precedenti di Soros con la sterlina
Niente di cui stupirsi più di tanto: Soros, assiduo finanziatore dei democratici negli Usa, è lo stesso che, nel 1992, mise in ginocchio la Banca d’Inghilterra nel svalutando la sterlina, costringendo così il Regno a uscire dallo Sme, il sistema monetario europeo. Ci guadagnò qualche miliardo di dollari, tolti al risparmio inglese. Improvvisamente, il «benefattore» si preoccupa della sorte degli inglesi?