15 novembre 2019
Aggiornato 21:00
Misure anti pedofilia

2.000 pedofili e violentatori verranno castrati chimicamente

In Kazakhstan è stata programmata la castrazione chimica di un uomo condannato per pedofilia, mentre è stato predisposto l’acquisto di 2.000 iniezioni per gli uomini ritenuti colpevoli di questo e altri reati sessuali

Violenza sui minori
Violenza sui minori Shutterstock

Un uomo ritenuto colpevole di reati sessuali e pedofilia è stato condannato alla castrazione chimica nella regione del Turkestan in Asia centrale, riferisce il Governo. Al contempo, dichiara il viceministro della Salute del Kazakistan, Lyazat Aktayeva, il Governo all’inizio di quest’anno ha introdotto una nuova legge sulla castrazione chimica. «Al momento c’è stata una richiesta di castrazione chimica in accordo con una sentenza del tribunale – spiega la signora Aktayeva – I fondi sono stati stanziati per oltre 2.000 iniezioni».

La castrazione chimica
Questo atto di intervento sui condannati per reati sessuali e di pedofilia prevede un’iniezione che rende le persone inattive sessualmente, agendo in prevalenza sulla libido. L’atto si basa sulla necessità di impedire all’uomo di commettere violenze sessuali, riporta il tabloid britannico The Sun. Tuttavia, a differenza della castrazione chirurgica, che è definitiva e include la rimozione delle gonadi, quella chimica pare sia temporanea e non assicura che la persona non commetta altri reati simili in futuro. Per questo, molti sono scettici circa l’uso di questo mezzo. Per la castrazione chimica, il Kazakistan utilizzerà il Cyproterone, un antiandrogeno steroideo sviluppato per combattere il cancro.

Reati sessuali in aumento
La decisione del Governo e del Presidente Nursultan Nazarbayev è seguita all’aumento degli stupri nel Paese, che sono raddoppiati a circa 1.000 all’anno nel periodo tra il 2010 e il 2014. In Kazakistan, i reati sessuali su minori comportano anche pene detentive fino a 20 anni. Anche in altri Paesi è stata approvata la castrazione chimica per i reati sessuali: tra questi Polonia, Corea del Sud, Russia, Indonesia, alcune zone dell’Australia e alcuni Stati americani. In Italia, al momento, non è prevista.