28 febbraio 2020
Aggiornato 01:00
Terrorizzati da Marine Le Pen

Da Merkel a Juncker a Valls, tutto l'establishment sta con Macron

Da Angela Merkel a Jean Claude Juncker, passando per Manuel Valls e Francois Fillon, tutto l'establishment europeo e francese invita a votare per Emmanuel Macron

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PARIGI - Emmanuel Macron contro Marine Le Pen: sarà questa la sfida del ballottaggio delle elezioni presidenziali francesi attesa per il prossimo 7 maggio, e l'establishment francese ed europeo ha già scelto da che parte stare. Da quella, ovviamente, del socialista pentito Macron, già ministro dell'Economia del governo Valls e convinto europeista.

Merkel e Juncker
La prima della lista è ovviamente Angela Merkel, il cui governo ha augurato a Emmanuel Macron «tutto il meglio per le prossime due settimane», secondo le parole del portavoce della cancelleria, Steffen Seibert. «E' un bene che Emmanuel Macron abbia avuto successo nella sua corsa per un'Europa forte e per un'economia sociale di mercato».  Ma la Merkel è in buona compagnia. Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha espresso con un tweet il suo compiacimento per il risultato ottenuto da Emmanuel Macron al primo turno delle presidenziali francesi. Juncker ha augurato «buona fortuna» al leader di En Marche! per il ballottaggio del 7 maggio.

Valls già pronto a entrare nella maggioranza a sostegno di Macron
Tornando in Francia, su questa linea anche tutti i principali esponenti politici del Paese. Compreso l'ex premier socialista Manuel Valls, che, dopo aver preso atto del risultato catastrofico del suo partito, si è detto pronto a «partecipare» a un'eventuale maggioranza a sostegno di Emmanuel Macron in Parlamento. L'ex capo dell'esecutivo del presidente uscente Francois Hollande, che fin da ieri sera ha lanciato un appello a votare per il candidato centrista al ballottaggio del 7 maggio, ha detto su France Inter che il suo ex ministro dell'Economia ha ormai una "responsabilità di primo piano" di riunire le forze politiche attorno a sé. "Governare la Francia è difficile e quindi la responsabilità di formare una maggioranza presidenziale e domani una maggioranza all'Assemblea Nazionale ricade innanzitutto su Emmanuel Macron. Queste sono le istituzioni della V Repubblica e noi dobbiamo essere pronti a sostenerla, ad aiutare, a partecipare a questa maggioranza", ha detto Macron.

L'ex premier ha sbolognato Hamon
Il deputato dell'Essonne, che aveva sostenuto il candidato di En Marche! fin dal primo turno, malgrado il suo impegno iniziale a sostenere Benoît Hamon alle primarie socialista, si è detto «assolutamente soddisfatto» del risultato di Macron, «perché rappresenta un cambiamento e una speranza». Ma «incontestabilmente, siamo di fronte alla fine di un ciclo, alla fine di una storia» per i socialisti, ha spiegato Valls. «Siamo in una fase di decomposizione, di demolizione, io preferirei essere, ma forte è troppo presto, in una fase di ricostruzione», ha detto l'ex premier chiedendo un «chiarimento» all'interno del partito socialista, per poi attaccare il candidato del Ps al primo turno Benoît Hamon: «Quando si conduce una campagna di estrema sinistra o a sinistra della sinistra, alla fine si raccolgono i frutti di questa campagna».

Socialisti
Ma anche lo sconfitto partito socialista lancia un appello «a battere l'estrema destra» e dunque «a votare» per Emmanuel Macron contro Marine Le Pen al ballottaggio delle elezioni presidenziali in Francia. Lo ha dichiarato Jean-Christophe Cambadelis, primo segretario del Ps. «Noi lanciamo un appello a battere l'estrema destra, Marine Le Pen, e dunque a votare Macron. Questa presa di posizione è stata unanime in seno all'ufficio nazionale del Ps e questo è abbastanza raro da essere sottolineato», ha dichiarato il segretario del Ps ai microfoni di Bfmtv.

Le Pen: marcio fronte repubblicano
 La candidata all'Eliseo del Front National, Marine Le Pen, ha criticato il «marcio fronte repubblicano» che «tenta di coalizzarsi» attorno al suo avversario al ballottaggio, Emmanuel Macron. «Il vecchio marcio fronte repubblicano, di cui nessuno vuole più sentir parlare, che i francesi hanno spazzato via con una forza rara, cerca si coalizzarsi attorno a Macron. Ho quasi voglia di dire: meglio così!», ha detto Marine Le Pen, in visita a Rouvroy, nel Pas-de-Calais, nel Nord della Francia, all'indomani del primo turno delle presidenziali.

Repubblicani
In effetti, quando i risultati del primo turno non sono ancora definitivi, la destra francese invita quasi all'unanimità a votare per Emmanule Macron al secondo turno, a cominciare dal grande sconfitto, il candidato dello schieramento repubblicano, Francois Fillon. Bernard Accoyer, segretario generale del partito Les Républicains (LR), ha convocato un comitato politico alle 10:30 di domattina poi una seconda riunione alle 17. Intanto in seno al partito è già cominciata la resa dei conti. Eric Woerth, incaricato di coordinare la campagna di François Fillon, ha espresso un giudizio durissimo sul risultato del voto: "Non è la destra che ha perso, è François Fillon che ha perso». «Queste elezioni avremmo dovuto vincerle, evidentemente», ha tuonato su Europe 1. Il voto «è stato un disastro per la famiglia politica che rappresento», non le nostre idee «sono più che vive».

(fonte afp)