20 giugno 2019
Aggiornato 19:00
E' ufficiale: Merkel si candiderà alle prossime elezioni

L'establishment trema: Merkel incoronata «ultimo baluardo dell’ordine mondiale»

La stampa mondiale in coro sta definendo Angela Merkel l'ultima roccaforte del mondo libero dopo l'elezione di Trump. Ma non è affatto detto che tale roccaforte resisterà al ciclone

La cancelliera tedesca Angela Merkel.
La cancelliera tedesca Angela Merkel. ( Shutterstock )

BERLINO - L'annuncio che in Europa tutti attendevano è arrivato: Angela Merkel si candiderà per il suo quarto mandato alle elezioni dell'autunno 2017. Ad annunciarlo, il vice presidente federale della Cdu, Norbert Roettgen, alla Cnn. Niente più esitazioni, insomma, per la Merkel, che aspira a diventare il Cancelliere più longevo della storia. Pur reduce da un vero e proprio periodaccio a livello politico: con l'estrema destra tedesca in costante crescita, un risultato deludente alle regionali, un serpeggiante malcontento popolare per la sua politica di accoglienza nei confronti dei rifugiati e la Grande Coalizione tra Cdu e Csu sull'orlo della rottura da mesi.

La spinta di Donald Trump
Ma a darle la «spinta» che le serviva per rimettersi ufficialmente in gioco sarebbe stata l'elezione a sorpresa di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti. che pare aver destabilizzato la calma (apparente) che regnava, fino alla scorsa settimana, sulle cancellerie europee. «Calma» è decisamente una parola grossa: la Brexit è passata come un terremoto su Bruxelles, evidente segno dei tempi e avvertimento sullo stato dell'arte. Eppure, l'impressione era che i leader europei, decisamente restii a imparare la lezione, di quel terremoto si fossero già sostanzialmente dimenticati. E a risvegliarli, questa volta, è arrivato un vero e proprio ciclone da oltreoceano.

«Tu non sei andata alla deriva»
In mezzo a tante turbolenze, il «sistema» sembra già aver trovato il proprio ultimo baluardo, l'estrema roccaforte cui aggrapparsi per non essere definitivamente spazzato via: Angela Merkel. La quale, non a caso, mentre gli americani consegnavano il proprio Paese a Donald Trump, veniva insignita di un illustre riconoscimento dal Rabbino Arthur Schneier, sopravvissuto dell'Olocausto, presso la Sinagoga di Munich: «Molte nazioni si stanno scontrando con instabilità,turbolenza, e stanno andando alla deriva nel mare dei conflitti», ha detto Schneier.  "Tu non sei andata alla deriva», ha sentenziato.

La stampa internazionale la incorona a nuova leader del mondo libero e liberale
Un'analisi unanimamente condivisa dalla stampa mainstream internazionale. Diversi analisti vedono la cancelliera come l'unica «leader del mondo libero» rimasta, l'ultimo pilastro dell'attuale ordine mondiale. «Merkel...è all'improvviso diventata il leader più importante del mondo libero, democratico e liberale», sottolinea il quotidiano di sinistra Ttedesco az. Lo storico ed editorialista Timothy Garton Ash è apparso sulla stessa lunghezza d'onda dalle colonne del Guardian: «Sono tentato di dire che adesso il leader del mondo libero è Angela Merkel». Addirittura, molti analisti considerano la visita di oggi di Barack Obama a Berlino un vero e proprio passaggio di testimone alla Merkel. Prima della visita, proprio Obama ha ricordato che la cancelliera tedesca «è probabilmente stato il mio alleato internazionale più stretto in questi ultimi otto anni». In effetti, sui principali dossier internazionali - Ucraina, Siria, rapporti con la Russia in primis, Obama e Merkel sono sempre stati allineati.

Ma la Merkel ha molte preoccupazioni
Il trionfalismo della stampa internazionale, che in coro acclama Merkel a novella regina non solo d'Europa, ma di tutto il «mondo libero», non può nascondere le giustificatissime preoccupazioni che serpeggiano nei corridoi della Cancelleria berlinese. Preoccupazioni che emergono, quasi paradossalmente, dal risolutissimo e non formale messaggio di congratulazioni inviato da Merkel a Trump dopo la vittoria di quest'ultimo. La cancelliera ha infatti sottolineato che ogni «stretta cooperazione» deve essere sulla base dei «valori della democrazia, della libertà, del rispetto dello stato di diritto e della dignità umana, a prescindere dall'origine, dal colore della pelle, dalla religione, dall'orientamento sessuale o dal credo politico».

Quando Trump definiva «folli» le sue politiche sui migranti
Ad Angela devono cioè essere passati per la mente in un baleno i possibili contraccolpi che una presidenza Trump potrà avere sulla sua Germania, sull'Europa così come lei l'ha costruita, e sul suo stesso destino politico. Trump ha caratterizzato la Merkel come la rovina dell'Europa, descrivendo le sue politiche sui rifugiati come «folli» e «catastrofiche», e l’ha più volte paragonata a Hillary Clinton, chiedendo provocatoriamente agli americani: «Non vorrete mica un'altra Merkel alla guida degli Stati Uniti?».

Come salvare l'Europa teutonica dopo Trump?
Ma non sono state mere boutade elettorali. Il nuovo presidente Usa incarna esplicitamente tutte le istanze contro cui la Merkel ha strenuamente combattuto in patria da più di un anno a questa parte, e che per la prima volta da un decennio hanno reso traballante il suo trono. Come riuscire a sostenere quelle politiche di accoglienza in Germania e, ancora di più, in un’Europa sempre più divisa, con l’ingombrante presenza di Trump dall’altra parte dell’oceano? E ancora, come salvaguardare l’integrazione europea modellata sul progetto tedesco, dopo che è diventato presidente degli Stati Uniti colui che ha definito Bruxelles «un buco infernale»?

Come proseguire con il pugno duro con Putin?
Non solo. Perché c’è chi – come il quotidiano Die Welt –, nell’apologia della Cancelliera, definita «leader del reale», le ha dato atto addirittura di essere «la donna che sta contrastando uomini come il presidente russo Vladimir Putin o il presidente turco Recep Tayyip Erdogan». Come poter conservare il pugno duro con il capo del Cremlino, ora che a occupare lo Studio Ovale c’è colui che ha promesso uno storico reset con Mosca? Senza contare, poi, che tutti i dossier su cui Merkel ha lavorato duramente con Obama – come quello sul cambiamento climatico, sul nucleare iraniano o sul TTIP – sono oggetto della retorica incendiaria di Trump.

Se Trump abbatterà il baluardo Merkel
Al quadro si aggiunga che la Merkel sta attraversando probabilmente il momento politico più difficile di tutta la sua carriera, e la sua base di consenso in Germania e in Europa si è notevolmente ridotta. E se il pragmatismo che caratterizza la realpolitik imporrà una sostanziale conservazione della partnership strategica tra Washington e Berlino, è però innegabile che non sarà così semplice per la Cancelliera assumersi il ruolo di leader globale che i media di tutto il mondo le stanno affibbiando in queste ore. Perché ciò che la stampa non sta considerando è l’altro scenario, molto meno trionfalistico per la Merkel: e cioè che il ciclone Trump si unisca a tutti i venti contrari che ultimamente spirano contro l’«ultimo baluardo dell’ordine internazionale liberale». E che anche quest'ultimo, per usare le parole del rabbino Schneier, finisca per andare alla deriva.