20 settembre 2019
Aggiornato 18:30
Dopo le elezioni di domenica

Germania, Frau Merkel «tradita» dal suo stesso partito

Il risultato elettorale di domenica è la dimostrazione di quanto le politiche di Angela Merkel non trovino il sostegno del tedeschi. Ma ora la Cancelliera rischia di perdere il sostegno del suo stesso partito

La cancelliera tedesca Angela Merkel criticata dalla Csu e abbandonata dalla sua Cdu.
La cancelliera tedesca Angela Merkel criticata dalla Csu e abbandonata dalla sua Cdu. Shutterstock

BERLINO - Non bastava il primo round delle elezioni amministrative clamorosamente perso; non bastava un'estrema destra in ascesa, né un montante euroscetticismo che dilaga in tutto il Continente. Ora, Angela Merkel è attaccata anche in casa sua, o meglio, nell'unico luogo in cui si sarebbe aspettata di essere spalleggiata: e cioè entro la coalizione che la sostiene, e con cui ha governato per tutti questi anni la Germania. Intendiamoci: che l'alleanza tra la Csu - i cristianosociali bavaresi - e la Cdu - i cristianodemocratici della Merkel - cominciasse a scricchiolare non è affatto una novità. Al contrario: è da quando Frau Merkel ha deciso di aprire le porte ai rifugiati, accogliendone più di un milione in un solo anno, che la Csu ha cominciato a manifestare i primi segni di insofferenza.

Gli attacchi del leader Csu
Anche perché la regione più colpita di tutte dall'emergenza migratoria è stata proprio la Baviera, «base» della Csu, che ha dovuto affrontare grosse difficoltà nella gestione della prima accoglienza. Ma ora, i segnali si sono fatti decisamente più chiari. Perché è stato proprio Horst Seehofer, leader della Csu, a esprimere il proprio disappunto a chiare lettere verso la Cancelliera dopo gli ultimi risultati elettorali. Il discorso è chiaro: Seehofer ritiene la Merkel direttamente responsabile della débâcle elettorale. E ha tutte le intenzioni di correre al riparo.

Alla ricerca di un nuovo leader
Il leader bavarese ha puntato il dito contro la troppo generosa apertura ai profughi siriani, ma ha anche chiesto un immediato chiarimento su sicurezza, tasse e pensioni. Ma soprattutto ha lanciato un avvertimento neanche troppo velato all'alleata di sempre: attenta, Angela, perché su queste basi potresti non essere tu a correre per le politiche del 2017. Certo: la Csu sa bene che non è il momento di divorziare palesemente: perché alle porte ci sono altri importanti appuntamenti elettorali. Ora l’attenzione è puntata su Berlino, il cui Land è tradizionalmente socialdemocratico, ma dove non sono esclusi ulteriori colpi di scena. Ciò non significa, però che dalle file della Csu non ci si stia già silenziosamente guardando intorno, per trovare una papabile alternativa alla Merkel. Una sfida non facile: perché i candidati bavaresi fanno scarsa presa a livello nazionale, e perché la politicamente traboccante immagine di Angela ha predominato per molti, troppi anni.

La fronda del suo partito
Ad aggravare la situazione della Cancelliera, però, c’è anche la sostanziale mancanza di fiducia del suo stesso partito: la Cdu. Il cui consiglio direttivo, secondo la Suddeutsche Zeitung, si è riunito proprio mentre la Merkel si trovava in Cina, per discutere sul da farsi. E da più parti sarebbe emerso il desiderio di dare il via a un nuovo corso, con una revisione in primis delle politiche migratorie. Molti esponenti cristianodemocratici, infatti, temono fortemente di perdere, di questo passo, la propria base elettorale: un pensiero neppure troppo peregrino, a giudicare dai risultati delle ultime elezioni.

Ce la può fare?
La situazione sarebbe stata talmente tesa da spingere la Cancelliera ad abbandonare momentaneamente i grandi del pianeta riuniti al G20, per collegarsi in conference call direttamente dalla Cina con i colleghi di partito. Un confronto che non l’ha spinta, però, a cambiare linea: perché il messaggio post-elettorale è stato che sì, il risultato è sconfortante, ma la politica sui migranti non si cambia. Una linea confermata in queste ore dal ministro delle Finanze Wolfgang Schauble, che, dalle pagine della Suddeutsche Zeitung, ha riproposto il mantra della Cancelliera: «Ce la possiamo fare». Ma come esattamente la Merkel pensi di «potercela fare», con un Paese sempre più scontento e un partito in rivolta, ad oggi non è dato saperlo.