16 dicembre 2019
Aggiornato 13:00
Operazione Scude dell'Eufrate: esercito turco entrato in Siria

Siria, carri armati turchi entrano nel Paese. Nel mirino Isis e curdi

Si accentua in queste ore l'attivismo turco in Siria: decine di carri armati turchi sono entrati nel Paese, prendendo di mira postazioni dell'Isis. Ma l'offensiva è diretta anche contro i curdi

DAMASCO - Decine di carri armati turchi sono entrati in territorio siriano questa mattina e hanno sparato contro le postazioni dei jihadisti dello Stato islamico nella città siriana di Jarabulus, al confine con la Turchia. L'esercito turco, sostenuto dalle forze della coalizione internazionale antijihadista ha lanciato l'operazione, denominata «Scudo dell'Eufrate», prima dell'alba con aerei da guerra e forze speciali.

Le parole di Erdogan
Il presidente turco Recep Tayyp Erdogan ha detto che l'offensiva iniziata questa mattina all'alba sul territorio siriano vuole colpire i jihadisti dello Stato islamico ma anche le milizie curde del Partito dell'Unione Democratica (Pyd), i curdi siriani. Erdogan ha detto che l'operazione ha per obiettivo quello di «mettere fine» ai problemi di frontiera. «Alle 4 di stamattina (le 3 di notte in Italia, ndr) le nostre forze hanno cominciato l'operazione contro i gruppi terroristici di Daesh e del Pyd (Kurdish Democratic Union Party)», ha detto il presidente Erdogan parlando da Ankara. Intanto, l'agenzia stampa Anadolu ha scritto che i ribelli dell'Esercito Libero siriano, vicini ad Ankara, sono già penetrati tre chilometri all'interno del territorio siriano verso la città di Jarabulus, sotto controllo dell'Isis.

Siria direttamente connessa a situazione in Turchia
«Abbiamo detto 'quando è troppo è troppo' e bisogna mettere la parola fine a questo. Questo processo è iniziato alle 4:00 (le 3:00 ora italiana). Adesso la questione va risolta», ha dichiarato Erdogan. «Nessuno può pensare alla situazione siriana come indipendente dagli affari interni della Turchia - ha aggiunto il capo di Stato, sottolineando che la guerra civile siriana è collegata direttamente alle violenze sul territorio turco - La via per risolvere il problema del terrorismo passa attraverso la soluzione dei problemi in Siria e in Iraq... La Turchia vincerà le minacce che vengono dalla Siria».

Insieme ai ribelli
Contemporaneamente, centinaia di ribelli siriani sostenuti da Ankara si preparano a un'offensiva per conquistare Jarablos - ultimo punto di passaggio controllato dall'Isis alla frontiera turco-siriana - secondo quanto riportato dall'Osservatorio siriano per i diritti umani. L'operazione ha l'obiettivo, fissato da Ankara, di impedire che le milizie curde conquistino questa località e di «aprire un corridoio per i ribelli moderati». La televisione Ntv ha annunciato che una prima unità delle forze speciali turche è riuscita ad entrare per qualche chilometro all'interno del territorio siriano per mettere in sicurezza la zona prima dell'imminente incursione. Gli F-16 turchi hanno sganciato bombe sulle postazioni dei jihadisti Isis a Jarabulus.

Pronta a entrare in coalizione
Ieri sera la Turchia ha annunciato di essere pronta a sostenere la Coalizione internazionale antijihadista, dopo essere stata bersagliata da colpi di mortaio e da razzi sul suo territorio - a Karkamis e Kilis - provenienti dallla Siria. Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha dichiarato ieri: «Non vogliamo Daesh in Iraq né in Siria. Daremo tutto il nostro sostengno all'operazione volta a cacciare l'Isis da Jarabulus». La Turchia ha anche ordinato ieri sera agli abitanti di Karkamis (sud-est) di abbandonare «per ragioni di sicurezza» la città turca che si trova proprio di fronte a Jarabulus.

(Fonte Askanews)