29 luglio 2021
Aggiornato 16:30
Tentato golpe non è scusa per far uscire Paese da stato diritto

Turchia, Mogherini avverte Ankara: con pena di morte non si entra in Europa

Il «controgolpe» messo in atto in queste ore dal presidente turco Tayyp Recep Erdogan, con pesanti purghe e minacce di reintrodurre la pena capitale, comincia a suscitare timore nell'UE.

BRUXELLES - Il «controgolpe» messo in atto in queste ore dal presidente turco Tayyp Recep Erdogan, con pesanti purghe e minacce di reintrodurre la pena capitale, comincia a suscitare timore nelle cancellerie e nelle istituzioni europee. E soprattutto alla luce dell'ipotesi di reintrodurre la pena di morte, ha lanciato un avvertimento chiaro ad Ankara l'Alto Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune dell'Ue, Federica Mogherini: «Nessun paese può diventare Stato membro dell'Ue se introduce la pena di morte nel proprio ordinamento, e questo è chiaro», ha dichiarato.

Turchia vincolata al rispetto della Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo
«Stiamo assistendo a questo dibattito in Turchia e le forze politiche e il parlamento stanno cominciando a reagire», ha osservato Mogherini, rispondendo a una domanda durante la conferenza stampa congiunta con il Segretario di Stato Usa John Kerry. «La Turchia - ha ricordato inoltre l'Alto Rappresentante per la Pesc - è un membro importante del Consiglio d'Europa, ed è vincolato al rispetto della Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo, che è molti chiara a proposito della pena di morte».

Nessuna scusa per uscire dallo stato di diritto
«Nelle ore difficili» del tentato golpe «noi siamo stati i primi a sottolineare che le istituzioni legittime in Turchia dovevano essere protette, ma questo non deve costituire una scusa per portare il Paese fuori dallo stato di diritto e dai diritti fondamentali, e su questo saremo estremamente vigili, non nell'interesse dell'Ue o dei negoziati con la Turchia, ma per il bene della Turchia stessa e del popolo turco».

Un messaggio forte
«Lanceremo un forte messaggio (rivolto alla Turchia, ndr) per il rispetto dello stato diritto e del principio della divisioni dei poteri, che devono essere protetti e rispettati per il bene della Turchia stessa», ha quindi promesso Mogherini, al suo arrivo alla riunione con i ministri degli Esteri dei 28 paesi Ue. L'Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza ha aggiunto: «Parleremo anche di Nizza, per un omaggio alle vittime», ma anche «per uno scambio sul controterrorismo e sul seguito da dare alla strategia globale dell'antiterrorismo».

Salvare la democrazia
Lady Pesc ha spiegato innanzitutto che la democrazia in Turchia ha bisogno di essere protetta «per la salvezza del Paese stesso". Oggi nella capitale europea, dove si trova anche il Segretario di stato americano John Kerry, si svolge il vertice mensile dei ministri degli Esteri dell'Ue, con un agenda dei lavori particolarmente fitta, dalla Brexit, alla strage di Nizza fino allo sventato golpe in Turchia.

Avvertimento da Berlino
Ma un avvertimento all'alleato mediorientale è giunto anche da Berlino: «Reintrodurre la pena di morte in Turchia significherebbe la fine dei negoziati per l'adesione all'Ue", ha dichiarato il portavoce della cancelliera Angela Merkel. All'indomani del fallito golpe, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha evocato l'ipotesi di una reintroduzione della pena capitale, dicendo di volerne discutere in Parlamento con l'opposizione.

(Fonte Askanews)