18 gennaio 2020
Aggiornato 09:00
L'obiettivo è allentare la tensione con l'alleato di sempre

Obama in Arabia saudita, ecco i dossier più scottanti in discussione

E' la quarta visita di Obama in Arabia Saudita, ma quella in assoluto più delicata e decisiva. Perchè i dossier in discussione sono davvero scottanti, e perché tanto Washington quanto Riad hanno molto da perdere

RIAD - E' stata una visita all'insegna della tensione quella del presidente Usa Barack Obama in Arabia Saudita, uno dei principali alleati di Washington nella regione. E l'obiettivo era proprio quello di appianare le divisioni emerse negli ultimi mesi, e ripartire con il piede giusto. Si è infatti trattato della quarta visita di Obama in Arabia Saudita nei suoi otto anni alla Casa Bianca; ma mai come questa volta c'era in gioco il futuro dell'alleanza con Riad.

I dossier in discussone
I rapporti fra Washington e Riad si sono raffreddati soprattutto a causa del riavvicinamento fra Stati Uniti ed Iran seguito alla firma dell'accordo sul nucleare: Teheran è il principale rivale sciita dei sauditi per la supremazia politica nella regione. Ma anche le altre questioni sul tavolo sono topiche: petrolio; lotta all'Is; Siria e Libia. E poi c'è la questione scottante del momento: il processo che i familiari delle vittime dell'11 settembre vorrebbero intentare contro Riad, in virtù della nazionalità dei terroristi e dei finanziamenti sauditi ad Al Qaeda. Un processo a cui la Casa Bianca si oppone per non compromettere le relazioni con l'alleato, decisamente infastidito dalla vicenda.

Le speranze di Obama
Obama spera anche di poter discutere sulla maniera di affrontare la transizione siriana e mettere fine al conflitto nello Yemen, in cui i ribelli sciiti ricevono assistenza dall'Iran mentre l'Arabia Saudita guida la coalizione araba (sunnita) schierata con il governo legittimo. Ma soprattutto, il presidente Usa ha bisogno di Riad per la lotta allo Stato islamico. E poi c'è la crisi del petrolio, con l'Arabia che, per la prima volta dopo anni, è costretta a indebitarsi per far fronte al crollo delle sue riserve valutarie. 

I dissidi
Ma i dissidi con l'Arabia Saudita non sono certo iniziati ieri. Al contrario, è dallo scoppio delle primavere arabe che tra Riad e Washington non corre buon sangue, soprattutto per la decisione di quest'ultima di accelerare la caduta di alcuni regimi. Senza contare che Riad avrebbe sperato in un intervento diretto in Siria contro Assad, opzione poi abdicata dagli Stati Uniti. E la goccia è stata l'Iran, nemico di sempre per l'Arabia Saudita per motivi economici, religiosi, militari e geopolitici. L'accordo sul nucleare e l'alleggerimento delle sanzioni ha di fatto sdoganato gli iraniani, causando l'ira dei sauditi. Ecco perché questa visita è particolarmente delicata, e finirà per incidere profondamente sugli equilibri geopolitici in Medio Oriente.