23 maggio 2019
Aggiornato 15:00
Primi rimpatri da Grecia a Turchia, primi siriani giunti in Germania

Migranti, ecco i primi effetti dell'accordo tra Ue e Turchia

Prime deportazioni di migranti dalle isole greche alla Turchia stamani, in attuazione del controverso accordo tra la Ue e Ankara sulla gestione della crisi migratoria più grave in Europa dalla Seconda guerra mondiale.

LESBO - Prime deportazioni di migranti dalle isole greche alla Turchia stamani, in attuazione del controverso accordo tra la Ue e Ankara sulla gestione della crisi migratoria più grave in Europa dalla Seconda guerra mondiale. Al sorgere del sole sulle isole di Lesbo e Chios, circa 200 migranti, soprattutto pakistani e bangladesi, sono stati riportati da tre battelli in Turchia, facendo a ritroso la pericolosa traversata sui canotti che li ha portati in Europa in cerca di asilo. La Ue spera che l'intesa con Ankara scoraggi i migranti dall'intraprendere un viaggio che è costato centinaia di vite umane e riduca un flussi di rifugiati che ha messo a dura prova la coesione dei Ventotto. Il portavoce del governo greco per i migranti Yorgos Kyritsis ha detto che 136 migranti hanno lasciato Lesbo, 66 Chios. «Sono migranti che non hanno chiesto asilo in Grecia, la maggior parte di loro è pakistana. Ci sono due siriani che non hanno chiesto asilo per motivi personali» ha detto.

Manifestazioni
Sotto gli occhi della polizia in tenuta antisommossa, «la procedura è stata molto calma, tutto è stato ordinato», ha detto la portavoce della forza europea di confine Frontex Ewa Moncure al porto di Lesbo. Centinaia di rappresentanti di Frontex, tra cui esperti di diritto d'asilo e interpreti, sono arrivati sulle isole greche nel weekend per assistere le procedure di rinvio. Qualche decina di attivisti a Chios ha protestato scandendo «libertà», sotto striscioni dove si leggeva «fermate l'accordo sporco», «stop deportazioni» «svegliati Europa».

Il ritorno in Turchia
Un paio di ore più tardi il primo battello ha attraccato nella cittadina costiera turca di Dikili, davanti al cui porto sono state allestite tende rosse per ricevere gli arrivi. Mustafa Toprak, governatore della regione di Smirne, ha detto che i migranti si fermeranno brevemente a Dikili e nella località balneare di Cesme, secondo punto di accoglienza, prima di essere trasferiti. Ma l'intesa non sembra aver bloccato i tentativi di arrivare in Europa attraversando l'Egeo: stamani la quardia costiera turca ha bloccato un barcone con 60 persone a bordo, in gran parte afgani. 

16 siriani in Germania
La Ue ha mantenuto la promessa relativa alla sua parte dell'accordo e 16 richiedenti asilo siriani sono arrivati in aereo in Germania, Paese che l'anno scorso ha accolto il numero record di 1,1 milioni di migranti. Un secondo gruppo è atteso nella città di Hannover nel corso della giornata. Una rappresentante dell'Uffico federale delle migrazioni ha chiesto ai giornalisti di rispettare la privacy dei richiedenti asilo, membri di tre famiglie. Un giornalista dell'Afp ha visto cinque bambini tra essi. «E' tutto molto nuovo, molto difficile» ha detto la funzionaria: «sono in viaggio da molto tempo». Alcune decine di rifugiati sono attese anche in Francia, Finlandia e Portogallo, secondo fonti di governo tedesche. L'intesa raggiunta a marzo, promossa dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, ha il senso di un ultimo tentativo di arginare l'emergenza. In base ai termini dell'accordo, tutti i "migranti irregolari" in arrivo nella Ue dal 20 marzo rischiano il rinvio, anche se l'intesa prevede che ciascuno sia sottoposto singolarmente a un esame.

L'accordo
Per ciascun rifugiato siriano rinviato, un altro verrà trasferito dalla Turchia alla Ue, per un massimo di 72.100 persone. Con i primi rinvii di oggi, il ministro dell'Interno turco Efkan Ala ha detto che il suo paese è pronto a ricevere 500 persone e che la Grecia ha fornito 400 nomi. Fonti di polizia a Lesbo, isola greca punto di arrivo di decine di migliaia di persone dalla Turchia, hanno riferito che c'è stata un'ondata di richieste d'asilo all'ultimo minuto. «Abbiamo oltre duemila persone che hanno espresso il loro desiderio di chiedere asilo e dobbiamo vedere un processo credibile da parte dei servizi d'immigrazione greci per coloro che esprimono timori relativi alla loro protezione» ha detto Boris Cheshirkov, portavoce dell'Agenzia Onu per i rifugiati a Lesbo.

Deportazioni illegali?
Secondo l'agenzia di stampa greca ANA da oggi a mercoledì circa 250 migranti dal Bangladesh, Pakistan, Sri Lanka ed ai Paesi egiziani verranno rinviati in Turchia ogni giorno. Le ong hanno criticato l'accordo l'intesa, mettendone in questione la legalità e il profilo etico. Secondo Amnesty International la Turchia non è un Paese sicuro per i rifugiati, accusa che Ankara respinge, e ha descritto l'intesa come «un colpo mortale al diritto di richedere asilo». Secondo il funzionario Onu per i migranti Peter Sutherland «se c'è una deportazione collettiva senza che i migranti abbiano diritto di chiedere asilo individuale, è illegale». Molti migranti sulle isole lamentando di non avere avuto tempo e accesso agli uffici per chiedere asilo.

(Con fonte Askanews)