2 dicembre 2020
Aggiornato 13:30
Accordo ufficiale rimandato a 17 marzo

Vertice UE-Turchia, ecco cosa prevede l'intesa sui migranti

Tutto rimandato al 17 marzo. L'Unione europea e la Turchia si sono dati appuntamento tra una decina di giorni per siglare l'accordo per fermare il flusso di migranti verso il Vecchio continente. Ma ecco quali dovrebbero essere i punti dell'intesa

BRUXELLES - Tutto rimandato al 17 marzo. L'Unione europea e la Turchia si sono dati appuntamento tra una decina di giorni per siglare l'accordo per fermare il flusso di migranti verso il Vecchio continente. Pur senza una firma definitiva il summit a Bruxelles si è concluso con un'intesa di principio: questo prevede un meccanismo per scoraggiare le entrate illegali dei migranti in Grecia, e da lì, via la «rotta balcanica», negli altri paesi dell'Ue.

L'intesa
L'intesa prevede innanzitutto che, a partire dall'inizio di giugno, la Turchia si riprenda tutti i migranti «economici»: quelli che non hanno diritto alla protezione internazionale e che sono arrivati in Grecia dopo aver attraversato illegalmente la frontiera. Inoltre, saranno rimandati indietro, a spese dell'Ue, anche i profughi che avrebbero diritto alla protezione internazionale ma che sono approdati illegalmente nelle isole greche dell'Egeo partendo dalle coste turche. Si vuole creare chiaramente un meccanismo deterrente. Il messaggio che si vuole dare è che ai siriani conviene di più restare ad aspettare nei campi profughi in Turchia che affidarsi ai trafficanti per la traversata verso le isole dell'Egeo.

Richieste
«L'epoca dell'immigrazione irregolare in Europa è "finita», ha detto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk al termine del summit. In cambio dei sui sforzi, Ankara chiede innanzitutto che l'Ue raddoppi i propri finanziamenti diretti per i rifugiati ospitati nei campi profughi turchi, portandoli da 3 a 6 miliardi di euro di qui al 2018. Questo punto è menzionato nelle conclusioni del vertice, ma senza precisare la cifra aggiuntiva di 3 miliardi di euro.

Problema democratico
Intanto, le limitazioni democratiche in Turchia non si fermano. L'imam turco Fethullah Gulen, che il presidente Recep Tayyip Erdogan accusa di voler rovesciare il governo, è oggetto in un nuovo mandato di arresto per terrorismo emesso dalla magistratura turca, insieme al fratello. Il capo della procura di Erzurum, città nell'Est della Turchia, ha annunciato i mandati di arresto nei confronti di Fethullah Gülen e del fratello Salih Güven, con l'accusa di «partecipazione a organizzazione terroristica armata», «violazione della Costituzione» e «frode aggravata». La stamperia di proprietà del fratello dell'imam a Erzurum è stata perquisita con la motivazione che potrebbe contenere informazioni relative a una «struttura parallela», afferma il comunicato. Gülen, che da molti anni vive negli Usa, è accusato da Erdogan e dai suoi di aver formato un'organizzazione terroristica con i simpatizzanti della sua confraternita Hizmet che lavorano nella polizia e nelle istituzioni.