13 agosto 2020
Aggiornato 07:00
4 su 5 pronti

La Grecia accelera sugli hotspot per rimanere in Schengen

Quattro dei cinque hotspot per la registrazione dei migranti previsti dall'Unione europea in Grecia sono pronti. Lo ha annunciato oggi il ministro della Difesa Panos Kammenos

ATENE - Quattro dei cinque hotspot per la registrazione dei migranti previsti dall'Unione europea in Grecia sono pronti. Lo ha annunciato oggi il ministro della Difesa Panos Kammenos.

I quattro centri
I quattro centri previsti sulle isole di Lesbo, Chios, Lero e Samos e Lero, situate nel mar Egeo davanti alla costa turca, sono «pronti per funzionare e accogliere i profughi», ha detto Kammenos in conferenza stampa. Il quinto centro, in programma sull'isola di Kos, dove parte della popolazione è contraria, sarà pronto «in cinque giorni», ha aggiunto.

L'incontro Tusk-Tsipras
Gli Stati membri della Ue hanno dato alla Grecia tre mesi di tempo per porre rimedio alle «carenze» nel controllo del flusso di migranti in arrivo sulle sue coste prima di subire la sospensione dalla zona di libera circolazione di Schengen. Oggi è atteso ad Atene il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che discuterà con il premier greco Alexis Tsipras della crisi dei migranti in vista del vertice europeo in programma giovedì e venerdì. Secondo il quotidiano Ekathimerini, a Bruxelles Tsipras parteciperà anche a un vertice tra 11 leader europei e il premier turco Ahmet Davutoglu; fonti governative hanno riferito di incontri bilaterali tra il premier e Davutoglu e tra Tsipras e la cancelliera tedesca Angela Merkel.

Il problema dei migranti
«Escludere la Grecia da Schengen non risolve il problema dei migranti», perchè «non mette fine alla guerra in Siria nè fa cessare l'attrazione esercitata dall'Europa sui migranti». E' quanto ha detto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk al termine dell'incontro ad Atene con il premier greco Alexis Tsipras. «Nè la Grecia nè l'Europa hanno causato la crisi dei migranti» che «sta mettendo alla prova i limiti dell'Unione», ha aggiunto il Presidente del Consiglio europeo, sottolineando anzi come «la Grecia sia uno dei Paesi più colpiti»«Dobbiamo migliorare la protezione delle frontiere esterne, non solo in Grecia - ha concluso Tusk - e questo richiede maggiore sostegno da parte dell'Ue e più sforzi da parte della Grecia».

(Con fonte Askanews)